La Flop Ten 2018 di GAS

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Il 2018 ci lascia, si fanno i bilanci, si cerca sempre di guardare quello che di bello ci ha offerto l’anno appena passato. Ho pensato quindi di fare una speciale Top Ten dei momenti e degli episodi migliori del 2018, per ripercorrerli insieme.

Ma poi….“L’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va..” cantava l’indimenticato Lucio Dalla. E siccome è la luce stessa a generare le sue antagoniste ombre, siccome c’è un manicheo in ognuno di noi, e il Bene si definisce tale in quanto contrapposto al Male, mi è venuto in mente che per il giusto equilibrio delle cose è giusto anche ricordare i momenti meno belli, i personaggi meno piacevoli. Invece della Top Ten 2018, che alla fine è anche un po’ mainstream, ecco quindi il suo opposto: la Flop Ten.

Al numero 10, il buon Claudio Zali, che insieme all’anno nuovo saluta anche la LIA, la legge sull’albo degli artigiani da lui voluta che ha avuto la vita di una farfalla, senza però riuscire a prendere il volo. Larga è la foglia, stretta è la LIA, diremmo.

Al nono posto, l’eccentrico Philippe Plein, l’uomo dai pasti ad orari improbabili e degli improbabili orari di lavoro dei suoi dipendenti. Colui che ha dichiarato pubblicamente amore al sindaco Borradori, suggellando il tutto con l’invio di 200 rose bianche. E se son rose, sgraveranno (le tasse), si dice.

All’ottavo posto, ma solo perchè alle battute finali, il caso Argo1, un intrigo decisamente kafkiano, fatto di misteriose assegnazioni di appalti milionari, ditte che non c’erano e poi all’improvviso ci sono, guizzi mancati e segrete riunioni, per concludersi poi con il finale a sorpresa: nessuno ha colpa di niente. E stasera champagne!

Al settimo posto, trova spazio anche lo sport con l’insulsa polemica sui calciatori della Svizzera naturalizzati e il loro evitabilissimo gesto nazionalista: quando si parte dal pallone e si finisce per farci due palle così, insomma.

Ci avviciniamo alla zona calda della classifica, con la sesta piazza occupata a buon diritto dal caso dei rimborsi non dovuti ai Consiglieri di Stato: fra aperitivi a 3 zeri, generosi regali e spese telefoniche degne delle migliori storie a distanza d’altri tempi, non ci si è fatti decisamente mancare nulla, nonostante l’implacabile Pronzini sia ancora là (magari anche giustamente) a cercare di batter cassa. È tutto un magna magna, direbbe Benigni.

Quinta posizione occupata da una nostra vecchia conoscenza, il caro (a giudicare da quanto costerà ai contribuenti italiani) Marcello Foa, di cui adesso anche agli italiani son note le mirabolanti imprese bufalare fra riservisti mai pervenuti e documenti della polizia tedesca mai scritti, e che solo dopo un’aspra battaglia riesce a conquistare la poltrona di presidente RAI. E questa sera a capodanno, bufala per tutti

Ci avviciniamo al podio, da cui resta fuori per un pelo, ma solo per la breve durata del fatto, il nostro amico Tuto Rossi, che nell’impeto dell’ebbrezza in una tiepida serata autunnale, si lascia scappare un video dove inneggia alla mescolanza razziale fra bleniesi e rifugiati. Un’impresa di fronte alla quale il piano Kalergi è una robetta fra amici. Un video che è nuovo capolavoro del dadaismo, assimilabile in tutto e per tu(t)o alla “Fontana” di Marcel Duchamps.

E siamo al podio, signori ! Al terzo posto, capitanati dall’irriducibile e irripetibile Alain Bühler, i promotori dell’iniziativa No Billag, che dopo aver vagheggiato un Ticino senza la RSI in mano a misteriosi investitori arabi o russi, dopo aver gettato tsunami di fango sui dipendenti della suddetta colpevoli di esprimere un’opinione, dopo aver dimostrato di fregarsene di 1200 lavoratori, hanno preso la giusta mazzottata alle urne. Coraggio, ragazzi, the show must go on!

Al secondo posto, la piazza d’onore, non poteva mancare lui. Il Codino della Domenica, l’uomo capace di trovare un motivo per lamentarsi anche di fronte all’indiscutibile, il politico che riempie i nostri giorni e le nostre pagine mentre noi riempiamo le sue tasche a Berna, il personaggio a cui in fondo, da buoni manichei, si inizia anche a volere un po’ bene per la costanza con la quale costantemente ci ripropone un motivo per parlare di lui. Parliamo di Lorenzo Quadri, che è riuscito nell’impresa di superare se stesso quanto a discorsi inopportuni contestando le scuse porte da Manuele Bertoli alla sopravvissuta di Auschwitz Liliana Segre, finita in un lager insieme alla famiglia dopo esser stata respinta in malo modo dai doganieri svizzeri. Per rimediare, suggeriamo al buon Quadri una cena di capodanno kosher davanti a “Schindler’s List”. Shalom, Lorenzo!

Ed è il momento del vincitore, signori. Anzi, della vincitrice! Perchè è una donna a tagliare per prima il traguardo del peggior flop del 2018 e finire sul gradino più alto del podio, Top Flop del 2018. Ladies and Gentlemen, the winner is… Roberta Pantani, e la clamorosa gaffe sulla presunta sostituzione a fini buonisti dei chierichetti svizzeri con chierichetti di colore, salvo scoprire che non di profughi che rubano il posto sull’altare ai ragazzini nostrani si trattava, ma bensì di due bambini adottati da una famiglia svizzerissimi e svizzeri a loro volta. All’onorevole Pantani, che ci dicono essere comunque una nostra lettrice, va dunque il nostro premio, il Talpino d’Oro (perchè il Tapiro è già preso da altri) per essere riuscita a scavare davvero in fondo. Con un augurio sincero, per il 2019, di non incorrere in ulteriori gaffe: noi crediamo in lei, e buon anno!

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