La Lega si piega a Blocher

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A inizio dicembre sembrava che si sarebbe arrivati alle elezioni con un nulla di fatto. Quelli dell’UDC, stufi di portare acqua nelle orecchie per la Lega, avevano chiesto, in cambio dell’alleanza, due rappresentanti nella lista del Consiglio di Stato.

Niet, nulla da fare. 20minuti però aveva scritto un articolo, poco dopo, in cui si parlava di un’intromissione del tribuno miliardario Blocher nella questione. Diciamolo fuori dai denti, se c’è qualcuno che muove i fili a livello federale è lui, anche perché a Berna, la Lega dei Ticinesi conta come il partito delle cravatte. Scriveva tra l’altro 20minuti:

“…tanto che il tribuno zurighese, e sono più che voci, si sarebbe mosso per resuscitare il patto, che era stato praticamente formalizzato in vista delle cantonali di aprile e delle federali dell’autunno 2019. (…) La novità, che potrebbe rimescolare le carte, è rappresentata dalla discesa in campo di Blocher. Non per richiamare i suoi al tavolo (che del resto all’accordo erano pronti), ma per convincere i leghisti a cambiare idea…”

La risposta del Mattino, toccato sul vivo, era stata piccatissima: Uella! Non è mica Blocher che ci dice cosa fare! (leggi qui)

“…Il quotidiano 20minuti ed il portale Ticinonline (che sono poi la stessa cosa) nella giornata di giovedì hanno pensato bene di pubblicare una Fake News, o panzana o balla o frottola che dir si voglia, grande come una casa. Ovvero la surreale storiella secondo cui Blocher sarebbe sceso in campo nel tentativo convincere i leghisti a sottoscrivere l’accordo con l’Udc per le prossime elezioni cantonali. Uella! Si tratta di una fandonia tanto evidente quanto clamorosa. È infatti ovvio che la Lega compie le proprie scelte in modo autonomo: così ha sempre fatto e così farà sempre. (…)”

Certo, in modo moooolto autonomo, a parte quando uno dei dieci uomini più ricchi della Svizzera ti viene a dire che forse è meglio che ci ripensi. E allora la fake news di 20minuti, in un attimo diventa per magia realtà. Risultato? Due UDC in lista come voleva Blocher.

Alla fine, ci rimangono le solite ridicole e patetiche sbruffonate che quelli di Via Monte Boglia si suonano e si cantano da soli. Intanto a correre per il Consiglio di Stato, nonostante contino praticamente un quarto del totale, saranno due UDC per cinque posti: il presidente Piero Marchesi e la vice presidente Roberta Soldati, mentre colonnelli leghisti scodinzolano a Blocher con la coda tra le gambe.

Ma la Lega compie le proprie scelte in modo autonomo. Certo, come i burattini del teatro dei pupi.

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