La Posta che ruba i minuti

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Rubare i minuti agli autisti per fare più utili. L’ultima triste e aberrante trovata dei dirigenti degli autopostali per spremere il massimo profitto da chi lavora.

Questo è l’ennesimo fulgido esempio di cosa succede quando si gestiscono con criteri privati strutture che dovrebbero essere invece gestite per gli interessi di tutta la popolazione, dipendenti compresi.

Scriveva già il sindacato Sindycom in seguito a una nostra intervista del 2017, proprio riferendosi anche alle pratiche di chiudere gli uffici postali:

“…La Posta non parla di soppressione di posti di lavoro, ma dice che 1’200 persone avranno dei cambiamenti; non parla delle chiusure degli uffici postali ma parla, come già detto, di “trasformazione”. Ha un lessico tutto suo perché deve riuscire a rispettare il suo mandato di fare utili in tutti i settori, il proprio mandato sociale e quello di offrire un servizio di qualità…”

E allora via con trucchetti infimi, con giri di parole, con furtarelli di minuti per riuscire a ottimalizzare i maledetti utili, che sono il vero veleno di un servizio pubblico. Lo dimostra questa ennesima storiaccia degli autopostali, dove Sindycom è sul piede di guerra con gli autisti anche per farsi retribuire i lavori straordinari non conteggiati, come la pulizia dei torpedoni o i rifornimenti.

Ma la cosa più disgustosa è il furto, come dicevamo, di alcuni minuti sulle entrate in servizio. Scrive a tal proposito Informazione Politica Ticino:

“Il responsabile ad interim di AutoPostale Thomas Baur ha ammesso, in un’intervista in settembre, che «I conducenti sono stati spremuti» e sono stati sottratti loro minuti di lavoro per risparmiare un paio di franchi.
In certi posti l’entrata in servizio, ufficialmente alle 6.30, è stata spostata di un minuto, alle 6.31, «solo per avere un po’ meno costi salariali e aumentare un po’ gli utili».”

Torniamo all’unico punto che veramente conta, se vogliamo cambiare le cose ovvero, come aveva proposto il partito comunista, di rinazionalizzare la Posta. Meno utili, più servizio. Questa deve essere la parola d’ordine.

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