Le paranoie alimentate dalla Lega

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Due bancomat esplosi e i soldi trafugati non piacciono a nessuno. Ecco allora come al solito, dopo ogni furto un po’ rocambolesco, anche se la criminalità è in calo da anni in Svizzera e Lombardia, saltare fuori il solito leghista con la soluzione in tasca. (leggi qui)

Roberta Pantani, politicamente azzoppata dopo la storia dei chierichetti di colore, rimette fuori la testa con un suo cavallo di battaglia, e cioè la chiusura notturna dei valichi secondari.

Se la cosa servisse, saremmo i primi a caldeggiarla, nonostante i numerosi problemi che creano queste chiusure.

Ma appunto, di chiusure si tratta, nel solco del concetto leghista sovranista: chiudiamoci dentro noi e lasciamo fuori gli altri. Peccato che a un ladro non gliene potrebbe fregare di meno del valichino chiuso. Per i bancomat, come raccontavano i carabinieri italiani, si parla di bande di professionisti, abituate a maneggiare esplosivi e ad agire con grande celerità.

Immaginare che si facciano scoraggiare da una barra rossa e bianca calata, è veramente una presa in giro.

Che i cittadini siano coscienti chequeste sono solo misure cosmetiche e che la criminalità (in calo da anni, lo ripetiamo) non si preoccupa certo dei valichi chiusi.

Pantani chiede dunque alla Confederazione: “Considerato l’acuirsi della situazione sul fronte della criminalità nel Mendrisiotto, con rapine ai bancomat durante la notte, proprio nelle vicinanze di valichi secondari, da cui facilmente i malfattori possono transitare, e considerato che il Cantone ha posato delle barriere “da chiudere secondo i bisogni”, non pensa il Consiglio federale di procedere all’attuazione della mia mozione 14.3035, al fine di migliorare nella zona la sicurezza delle persone e delle cose?”

Anche qui, facciamo delle considerazioni logiche. Due bancomat rapinati, non sono “l’acuirsi” della situazione, ma un picco, che riferito alla media annuale darà poi dei risultati diversi a seconda del numero e della casistica dei furti.

In poche parola, non si può gridare al degrado criminale dopo ogni rapina o furto come non si può decidere che è in corso un’ecatombe sulle strade per un incidente.

Sappiamo che le medie sono nemiche della pancia, ma sono queste che ci fanno capire, spalmate sui mesi e gli anni, se stiamo andando avanti o indietro. Gridare ogni volta al crimine, proponendo soluzioni inutili non cambia il fatto che la criminalità è in calo, a livello congiunturale, da almeno cinque anni. E no, non è merito di Gobbi, il trend comprende Svizzera e Italia, dove anche Salvini prosegue con la sua narrazione da paranoia supportato da media irresponsabili, quando l’anno scorso il tasso di omicidi è diminuito di quasi il 30%.

Insomma, specchietti per le allodole, paure indotte, paranoie accarezzate come gatti di casa, creano la famosa percezione che tutto non vada, quando invece la realtà dei numeri ci dice che i miglioramenti ci sono e non sono di poco conto.

 

 

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