Lega, alleata con la “casta”

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Un giorno Lorenzo Quadri ci spiegherà come mai la Lega ha due Consiglieri di stato che sembrano non esistere quando si parla del famigerato “Governicchio”. Detto fuori dai denti, o Gobbi e Zali sono al gabinetto tutte le volte che si decide qualcosa o la piantiamo di prendere per il sedere la gente. Il Governo ha due leghisti, una maggioranza relativa, leghisti che decidono e fanno scelte anche antipatiche.

Stessa cosa vale per il parlamento, dove si inneggia alle “imprese” leghiste e si passano sotto silenzio le cavolate. È il caso dei famosi rimborsi. In un articolo di domenica scorsa, infatti, ci si lamenta perché la montagna ha partorito un topolino.

articolo mattino

Henrik Bang, relatore di un rapporto di minoranza non ci sta, e attacca il Mattino:

“…una semplice domanda, perché i commissari leghisti hanno firmato il rapporto del collega Bacchetta Cattori che è una versione all’acqua di rose per non dire insabbiamento? (…)

Il nostro rapporto di minoranza (targato odiato PS), che tu non citi neppure, chiede il rimborso delle spese telefoniche di 5 anni e tanto altro, ma siamo rimasti un po’ soli, peccato, un sostegno della Lega della gente, contro la “casta”, per la giustizia ci avrebbe fatto molto piacere.”

A rincarare la dose, un nerboruto Fiorenzo Dadò, che scrive a sua volta:

“(…) Ve la ricordate la triste tiritera sui rimborsi e la pensione dei consiglieri di Stato, il doppio stipendio versato al cancelliere mentre era già pensionato , gli aumenti di stipendio non legali, le spese per banchetti in certi dipartimenti ecc ecc? (…)

Adesso per la Lega (in difficoltà) sarebbe come sempre colpa degli altri, come se Norman Gobbi e Claudio Zali non fossero i loro consiglieri di Stato, non si beccassero anche loro una bella pensione assicurata tra qualche anno, i rimborsi, i telefonini di 300 franchi al mese e via discorrendo, e come se la Lega non rappresentasse la maggioranza in Governo.

Ma chi si pensa di prendere in giro?

Il rapporto di maggioranza è stato partorito dalla sottocommissione finanze ( con il pieno apporto del leghista Guerra) ma oggi sul Mattino viene pesantemente criticato, come se la Lega non c’entrasse nulla

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Peccato che il rapporto che il Mattino ritiene della vergogna, porta la firma in bella evidenza di ben tre leghisti, il capogruppo della Lega Daniele Caverzasio e i deputati Michele Guerra e Fabio Badasci, (…)

Per contro il deputato PS Henrik Bang, che non viene neppure citato, ha avuto l’accortezza di distanziarsi e di proporre un rapporto di minoranza che chiede la restituzione di quanto incassato senza base legale, compreso quanto ricevuto dall’ex cancelliere come aumento di stipendio, pure criticato dal Mattino

Siamo di fronte ad una farsa, al solito giochetto che va avanti da anni.

Sul Mattino si sputa sentenze contro tutti e tutto affidandosi se del caso ai vari cane peo e Gigi di Viganello, in modo che qualcuno ci creda anche, e poi nelle stanze dei bottoni si fa l’esatto contrario

Le posizioni sono chiare:
socialisti e parte del PPD sono per la restituzione di quanto è stato percepito senza base legale

SE IN GRAN CONSIGLIO NON PASSERÀ IL RAPPORTO DI BANG CHE CHIEDE LA RESTITUZIONE DI QUANTO RICEVUTO ILLEGALMENTE, È PERCHÉ MANCHERANNO I VOTI DELLA LEGA.”

A onor del vero, ed è notizia dell’ultima ora, Boris Bignasca, come riportato da LiberaTV, ha annunciato su Facebook che firmerà il rapporto di minoranza “per rispetto verso i cittadini a cui il Governo chiede giustamente di pagare ogni balzello, tassa o imposta fino all’ultimo centesimo”.

Insomma, sembra che qualcosa si stia muovendo e che molti comincino ad essere stufi del cerchiobottismo della Lega, che starnazza sul Mattino contro il governicchio e poi invece firma per evitare che si paghino ‘sti benedetti rimborsi.

Ricordiamo ancora una volta che l’unico ad aver restituito tutto è il consigliere Bertoli. Sarà un caso? Se la Lega fosse in buona fede, si potrebbe ragionare, ma questo è il classico agire da parassiti, prendendosi i meriti di ciò che non si fa, e scaricando le porcherie sull’uscio di casa altrui. È ora di finirla.

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