Liliana Segre e i deliri di Quadri

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Liliana Segre è rimasta una degli ultimi. Ne parlavo ieri con mia figlia di quindici anni. È tra gli ultimi in grado di testimoniare, ancora per poco, l’indicibile orrore dello sterminio nazista. Mia figlia avrebbe voluto andare alla conferenza, ma non era previsto che andassero anche le prime. Peccato.

La senatrice Segre ha comunque testimoniato nella gremita aula magna dell’USI. Segre, che voleva fuggire a tredici anni da un’Italia in cui dilagavano come olii esausti le leggi razziali. Segre che arriva ad Arzo, alla frontiera e viene respinta dalla guardia svizzerotedesca, che ricaccia la sua famiglia. Moriranno tutti tranne lei. (clicca qui per il servizio del quotidiano)

Manuele Bertoli, la voce rotta dalla commozione, si è scusato personalmente per questi omicidi su procura, per questa disumanità. Lo ha fatto nel solco di una mentalità che accoglie gli ultimi e si batte contro la dittatura e la prepotenza.

“…non posso che chiedere scusa, sperare che nel riconoscimento di quell’errore sia un errore che appartenga alla storia sua, ma anche alla nostra storia, che non deve più essere ripetuto nel futuro.”

In un momento tanto commovente, non poteva mancare la solita uscita sciacalla di Quadri, L’ennesima cattiveria abominevole di un uomo di cui ci vergogniamo di essere rappresentati.

Quadri in un suo post, attacca Bertoli e la sinistra:

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“E intanto che il compagno direttore del DECS ne approfitta per farsi campagna elettorale (e naturalmente per fare propaganda pro – frontiere spalancate), la sua area politica continua a diffondere odio contro Israele, alimentando l’antisemitismo.
E sempre la sua area politica insiste per far entrare tutti i finti rifugiati, parecchi dei quali sono islamisti antisemiti. Grazie all’immigrazione illimitata, voluta in prima linea proprio dai sinistrati multikulti, l’antisemitismo prende piede in Europa. Ma a questo proposito, chissà come mai, il compagno direttore del DECS non fa un cip. Idem l’inutile Commissione federale contro il razzismo, che va abolita quanto prima. Citus mutus!”

Parla il vomitatore compulsivo di odio, parla quello che voleva abolire la commissione federale sul razzismo perché da noi il razzismo non esiste, parla una delle persone più tristi e cattive che si siano mai viste in politica alle nostre latitudini. Una persona per cui ogni azione vagamente umana è come sale negli occhi, una persona che si nutre di risentimento e cattiveria come una pianta carnivora si nutre di mosche.

La misura è colma. Ci dev’essere uno stop a dichiarazioni così imbecilli e spaventose. Se pensavate che Quadri avesse superato il limite dovete ricredervi. Ieri Lorenzo Quadri ha grattato con le unghie la melma del suo secchio, sollevando nuvole di fango maleodorante come non si era mai visto.

Ecco perché mi sento anche io, ci sentiamo noi, di chiedere scusa a Liliana Segre, alle vittime dell’intolleranza, chiedere scusa perché noi siamo migliori. Siamo diversi. Non viviamo di astio come Quadri.

Chiediamo scusa a tutti i poveri, gli ultimi, i disperati, scusa perché non siamo capaci di fermare definitivamente persone come quadri, che fanno dell’humus razzista il terreno su cui proliferare come i vermi su una carcassa.

 

 

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