Ogni albero ha la sua storia

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Ha un grosso e tozzo corpo bitorzoluto. Braccia contorte, piegate dagli uomini e dal tempo in posizioni estetiche e tortuose. Ha capelli corti e ben curati, piedi delicati appena appoggiati al terreno.

È un albero, un pino bianco, ma non un albero comune. Un bonsai di 390 anni. È nato nel 1628. Il suo tronco solcato dalle rughe regge una chioma minuta e regolare da conifera. Ha anche un’altra particolarità. Il pino antico, conosciuto come “Hiroshima survivor”, è infatti un sopravvissuto alla bomba che 73 anni fa devastò la città nipponica.

Custodito dalla famiglia Yamaki, si riprese dopo l’esplosione, le radiazioni e i detriti che gli piovvero addosso.

L’albero, che vide la riforma protestante, la guerra d’indipendenza americana, la rivoluzione francese e due guerre mondiali, è sopravvissuto alla più violenta manifestazione bellica che mai l’uomo abbia creato.

Sorge ammirazione per questa pianta, che ha un’età che noi umani non comprendiamo. L’albero resta immoto nel tempo, non abbiamo idea delle sue percezioni, eppure esistono e sono cose aliene alla nostra natura, lo scorrere della linfa sotto la corteccia, il leggero torcersi degli aghi nella giornata, la lenta crescita dei germogli.

Per un sopravvissuto, c’è un caduto, un altro albero che era famoso perché il più alto e vecchio pino rosso del Grigioni. Un’altra conifera di 260 anni per 48 metri di altezza, ma Panera (questo il suo nome) era malato. La malattia lo aveva preso dalle radici e poi era risalita sul tronco.

Panera ha lasciato un buco nella valle, un buco fisico e anche di sentimenti, perché molti amavano quella pianta. L’altro pino, il sopravvissuto di Hiroshima, vegeta ancora nel suo vaso, mentre il gigante giace sdraiato in attesa di diventare assi e travi.

Due storie diverse, con dei protagonisti comuni. Un nano che supera i secoli e un gigante che cade rovinosamente al suolo. Quasi una metafora della vita, quasi una storia intrecciata di verdi viticci e col sapore degli aghi di pino.

Quando guardate il vostro albero di natale, che sia un pino rosso, un abete del Colorado, un peccio di Serbia o un abete di Nordmann, fatelo con altri occhi. Gli occhi di conosce storie affascinanti e strane che coinvolgono anche le piante a volte. Ogni essere vivente non è solo quello che appare, ma anche la sua storia.

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