Per scaldare basta una candela

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Io amo le idee divertenti e che riescono a spiegare qualcosa, in fondo è una questione di deformazione professionale. Riuscire a scalfire l’indifferenza umana è un lavoro serio, ragionato e creativo. Il comune di Stabio è un bell’esempio di quello che ho appena detto, ma cos’hanno fatto i furbacchioni?

Davanti al municipio hanno installato due casette di legno, piccoline, eh? A occhio alte neanche due metri e larghe uno.

In ognuna delle due è stata messa una candela, una misera e umile candela. La differenza tra queste due casette è che una è poco isolata, l’altra invece ha un cappotto termico performante.

Di nuovo, nelle due casette è stato piazzato un termometro digitale. Chi passa di lì può toccare con mano la differenza di temperatura. Se la casetta isolata raggiunge e supera i diciotto gradi solo col lumino di una candela, la casetta sfigatella, quella poco isolata per capirci, a stento arriva ai 12 gradi.

Moltiplicate tutto ciò in proporzione su una casa reale, e vi rendete conto sia dei margini di miglioramento che di risparmio che si possono ottenere.

Idee così, che sembrano magari a molti solo dei giochi, permettono invece di incrinare i dubbi di chi è pigro o non pensa a questi problemi. Permettono di scalfire una mentalità magari titubante, indirizzandola e trasformando l’embrione di un’idea in una cosa fattiva.

Mentre i russi pensano a come pompare il CO2 nel sottosuolo, perché il riscaldamento climatico c’è, alla faccia di Trump e di quei quattro idioti che ancora lo negano, a Stabio fanno la loro parte.

I riscaldamenti invernali sono una bella fetta delle immissioni inquinanti e di CO2, e come per gli elettrodomestici, il metodo migliore per ridurre le immissioni è il risparmio energetico. Lo è per gli elettrodomestici così come per le isolazioni. Bravi perciò  quelli di Stabio, che con poco, forse, sono riusciti a convincere dei cittadini che un sistema alternativo porta dei benefici reali.

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