Profondo disagio per Lorenzo Quadri

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Sono profondamente preoccupato per Lorenzo Quadri, davvero. Le sue manie di persecuzione si moltiplicano e gonfiano come un soufflé in forno. Non erano passate che poche ore dalla notizia della fucilazione dell’interrogazione del collega Robbiani (leggi qui), che lui già digrignava i denti sui social.

È plateale che Quadri viva male le sconfitte, e dalla No Billag via, la strada per il consigliere nazionale da 230’000 franchi l’anno dei contribuenti non è stata solo rose. Dopo la ramata alla povera Pantani per la questione dei chierichetti di colore di Chiasso, la scoppola recente sui giudici stranieri, ora l’umiliazione di Robbiani, che per il governo è ormai diventato fastidioso come un peperoncino nel sedere. Scrive Quadri:

“Con questa risposta viene asfaltato ogni residuo di coerenza.
Si prende atto che un docente, con in più ruoli dirigenziali all’interno dell’istituto, si può permettere di vomitare insulti sui “social”, nascosto “coraggiosamente” da un profilo farlocco ma facile da identificare (esempio per gli studenti?). Ed al dipartimento a bene così. Ad una condizione, però: che il docente sia dello stesso partito del capodipartimento e che gli insulti siano rivolti agli odiati “nemici” di tale area. Il quadretto è chiarissimo.
Ma il colmo è che stiamo parlando dello stesso PS che, in totale sprezzo del ridicolo, accecato dalla stizza, a Lugano presenta pretestuose interpellanze sul sottoscritto, reo di aver osato ricordare – sempre via social – al direttore del DECS in campagna elettorale alcune scomode verità. Fatterelli che, da quelle sinistre parti, fanno immediatamente “partire l’embolo”: ad esempio, che la politica delle frontiere spalancate portata avanti dal PS fomenta l’antisemitismo; idem l’odio contro Israele diffuso sempre dallo stesso partito, peraltro avvezzo ad inondare di odio, disprezzo ed insulti chi osa pensarla diversamente. E poi ha ancora il coraggio di montare in cattedra a sfoggiare, senza vergogna alcuna, la propria morale a senso unico.
Perfino l’insultatore di morti, membro della direzione del PS e municipale di un comune del Luganese, s’illude di essere nella condizione di fare la morale agli altri!
Per tornare alla risposta del DECS all’interpellanza Robbiani: evidentemente qualcuno non vuole lasciarsi scappare nemmeno un’occasione per cumulare le figure marroni (colore di moda della stagione autunno-inverno)?

Dite la verità, non l’avete nemmeno letto fino in fondo vero? È anche la nostra sensazione, che Quadri viaggi ormai, poverino, su un binario tutto suo, dove vede zecche rosse a ogni angolo, dove tutto congiura contro di lui.

Quadri e Robbiani, fingono di non rendersi conto, nei loro deliri, che il Governo non è una mamma da cui andare a frignare ogni volta che succede qualcosa, anche perché Mamma ha altro da fare. Certe piccole beghe da cortile delle elementari, fatevele fuori da soli e lasciateci in pace.

Dal canto nostro, possiamo solo compatire seriamente un agire che ha, a monte, dei seri problemi di socializzazione da parte di entrambi.

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