Robbiani a difesa dei fascisti internazionali

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Niet del governo a Massimiliano Robbiani. Il deputato leghista, noto per le sue prese di posizione borderline sui social e per le sue interrogazioni strampalate e spesso livorose, aveva chiesto al governo, che notoriamente non ha un cappero da fare, lumi su un profilo Internet.

Secondo le fantasiose ricostruzioni del Robbiani, il profilo segnalato “insultava chi non la pensava come lui”. Il profilo fake aveva posizioni fortemente antifasciste e prendeva a male parole esponenti europei di governo. Secondo Robbiani, il profilo Facebook in questione, era in realtà quello di un docente, già in passato attaccato dallo stesso Robbiani per avere espresso contestazioni sopra le righe.

Il “chi non la pensa come lui” di Robbiani non si riferisce ad attacchi nei confronti della lega, ma a esternazioni, appunto, verso personalità straniere fortemente profilate nell’area dell’estrema destra. Commuove vedere quanto Robbiani si premuri di difendere la reputazione di questi personaggi fascistoidi, al punto da infastidire il nostro governo ticinese con interrogazioni ridicole e pretestuose.

E ricordatevi sempre che il governo, per evadere le interrogazioni o le interpellanze, paga funzionari e giuristi. Pagare per sapere se sotto un profilo fake si nasconda un docente ticinese che se la prende con Salvini o Orban, è oggettivamente un dannato spreco di denaro pubblico. Il governo, infatti, risponde negativamente a Robbiani, spiegandogli che nella fattispecie, né il governo, né il Dipartimento dell’Educazione, della cultura e dello Sport, sono tenuti a intraprendere le verifiche in merito alle sue domande

In poche parole più prosaiche: non sono affari nostri se dei profili anonimi insultano gente che con noi non ha nulla a che fare. Una cosa che dovrebbe essere ovvia per qualunque persona che ha un po’ di sale in zucca. Anche perché se la sinistra dovesse chiedere indagini su ogni profilo fake che la insulta direttamente, arriveremmo a vedere l’arrivo dell’uomo su Marte.

Attendiamo con ansia, viste le incipienti elezioni, altre succose, divertenti e inutili interrogazioni dell’omino Robbiani.

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