Rubata la memoria

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Continua il tour di Liliana Segre. Un tour che non vende biglietti, senza paillettes né service, senza fan e senza luci stroboscopiche. È il giro della memoria, che accompagna la senatrice a vita nei licei e nelle scuole, come a Lugano, dove il suo arrivo ha suscitato un mare di polemiche anche in merito alle esternazioni di Lorenzo Quadri.(leggi qui)

Quella memoria, che molti vogliono sminuire e cancellare. Di ieri è un fatto increscioso, dove 20 pietre “d’inciampo”, ovvero lastre di bronzo commemorative mischiate ai dadi di porfido sono sparite.

Le pietre d’inciampo erano posate a Roma, in Rione dei Monti, quello che era il ghetto ebraico, a ricordare le persone e le famiglie deportate negli anni del fascismo.

Qualcuno, nottetempo, ha divelto le pietre del selciato e trafugato le lastre di bronzo coi nomi.

Un modo, in fondo, di cancellare la memoria, in una sporca guerra che non si esercita più con le armi ma con le idee. Da una parte Liliana Segre che testimonia gli orrori dei lager, dall’altra dei fascistelli patetici che rubano le pietre del ricordo per cancellare la memoria delle porcherie di cui furono responsabili i loro nonni.

“È un attacco inaudito di fascismo e di antisemitismo fatto da gente che non scherza e purtroppo un governo come quello che abbiamo, che aizza all’odio per il diverso, legittima questi atti”

Dichiara la presidente dell’associazione culturale Arte e Memoria Adachiara Zevi, promotrice dell’installazione delle pietre. In un guizzo civico, la stessa sindaca Raggi disapprova e censura l’atto:

“È un furto inaccettabile, un gesto che condanno con forza e profonda indignazione. La memoria esige rispetto”.

Alla base di tutto questo c’è, e nessuno può negarlo, il continuo odio che certi personaggi al potere continuano a riversare sui deboli e gli immigrati; i giudei, come sempre, finiscono per ritrovarsi in questo infame calderone che tutti e tutto odia, con grande e lussuriosa predilezione per ebrei, appunto, e neri.

Natale arriva e nel frattempo, altre presenze ha fatto la loro comparsa a Napoli, a San Gregorio Armeno, nella via dei presepi. Tra le statuine che tipicamente vengono raffigurate e che rappresentano anche calciatori, politici e personaggi famosi, hanno trovato posto una statuetta di Adolf Hitler e una di Mussolini.

Un piccolo Adolf col braccio alzato nel saluto nazista e un Benito con le mani ai fianchi e il mento proteso. Dunque dire che la memoria non c’è più è errato. Purtroppo c’è, ma non è quella che un Paese civile si meriterebbe

 

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