Sabrina ha il diritto di restare in pace

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Sabrina ha diciassette anni. L’anno prossimo sarà maggiorenne. Sono ormai due anni che con il fratellino di sei anni e la mamma vivono in Ticino. Vengono dall’Ucraina. Fuggiti dalla guerra del Donbass, erano in attesa di una risposta alla loro domanda di protezione. La decisione nel frattempo è arrivata. Le nostre autorità hanno deciso di non entrare in materia riguardo alla loro richiesta. Ecco.

Dovranno lasciare il Ticino. Dovranno farlo e basta. Anche se Sabrina e la sua famiglia, qui, avevano iniziato ad ambientarsi. A farsi delle amicizie. Sabrina frequenta il liceo, le piace studiare. Anche il suo fratellino va a scuola. È alle elementari. Ma tutto questo non conta granché, perché la legge è legge e va rispettata. Poco importa se un trasferimento dovesse comportare una brusca interruzione del loro percorso scolastico.

Chi se ne frega se questa cosa per loro dovesse essere un trauma. Tanto, uno più o uno meno, cosa cambia? Cambia, eccome. Seguitemi in questo mio ragionamento. Fino a prova contraria uno non può scegliere dove nascere. Va bene. Così quel che gli capita in sorte, uno prende. Pronto a farsi le ossa. Ad accettare il proprio destino. Ma quando è troppo è troppo. Dalla guerra e dalle carestie è sacrosanto fuggire.

Ognuno di noi non ha scelto dove nascere, ma può decidere dove vivere. E come. O almeno dovrebbe poterlo fare. Dovrebbe far sì che il luogo a cui si sente di appartenere sia accogliente e ospitale. Con se stesso e con gli altri. Dovrebbe far sì che non contenga in sé il germe dell’odio. Della crudeltà. Crudele come, a volte, solo la legge riesce a esserlo. Nessuna società dovrebbe seminare la guerra. Perché al momento del raccolto, in mano, si ritroverebbe solo macerie.

Cacciare Sabrina e suo fratello ora sarebbe una vergogna. Lo sarebbe per tutti noi. Ecco perché l’associazione DaRe – Diritto a Restare ha deciso di lanciare una petizione alla quale anche noi di GAS social abbiamo aderito di buon grado. E potete farlo anche tutti voi lettori che la pensate esattamente come noi. (Aderisci qui)

“Noi chiediamo alle autorità competenti – sostiene l’associazione DaRe sul sito web change.org – che Sabrina e il suo fratellino possano terminare l’anno scolastico. Sabrina ha già perso un anno di liceo quando era in attesa del trasferimento dal Centro federale di Chiasso. Sia lei che suo fratello hanno diritto di stare assieme alla loro mamma in un paese che gli permetta una vita sicura e la formazione scolastica di cui ogni minore ha legittimamente diritto. Trasferire la famiglia verso l’Ucraina o verso l’Italia sottrarrebbe la famiglia a una vita sicura e sarebbe una grave lesione dei diritti dei bambini e degli adolescenti.” Sacrosante parole. Per il resto, poi, staremo a vedere

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