Saldi o Black Fregatura?

Di

“Black friday a Manor Vezia. Una settimana prima guardo un vestito Desigual prezzo 99 fr. Venerdì Nero etichetta prezzo Fr 115.95. Chiedo spiegazioni e il venditore scommette che non è possibile. Gratta l’etichetta ed ecco apparire il vecchio prezzo.

scontrino 1

Questa la dichiarazione di una donna sui social, che segue un altro post che ha avuto molto seguito, una questione per cui Manor stessa si era scusata. Uno scontrino con segnata una cifra e sopra all’etichetta, una nuova cifra maggiorata, che riportava uno sconto pari al prezzo originale. Difficile pensare a un errore, ma Manor ci racconta proprio questo:

scontrino 2

“Il prezzo per questo prodotto è di CHF 129.00, intanto che il prezzo di vendita consigliato da GEOX è di 179.00 CHF. Questa ovviamente non è una spiegazione sufficiente per questa etichettatura errata. Abbiamo commesso un errore di cui ci rammarichiamo molto. Ci scusiamo per questo.”

No, non è una spiegazione sufficiente, soprattutto dopo il secondo “errore” della Manor di Vezia. Il dubbio di molti che questi supersaldi, come ad esempio il Black Friday siano il pretesto per maggiorare i prezzi, facendo credere ai consumatori di fare un affare, è forte.

Emblematico è il caso di Ochsner Sport, sanzionato recentemente dal ministero pubblico con una multa (irrisoria a dire il vero) per avere intrapreso una strategia nazionale di inganno. Scrive l’ ACSI*:

“Era l’inizio del 2016 quando un cliente ha contattato la SECO dopo aver scoperto un’irregolarità nella filiale di Ochsner Sport a Nyon. Il cliente aveva infatti comprato una lampada frontale scontata a 34 franchi e 90 anziché 59 e 90. Era stato proprio questo sconto a sedurlo e convincerlo all’acquisto. Arrivato a casa ha però scoperto, togliendo l’etichetta, che ce n’era un’altra sottostante che indicava: 34 franchi e 90, il prezzo prima dei saldi. Insomma, in realtà non c’era nessuno sconto: l’etichetta recante il prezzo 34 franchi e 90 era stata sostituita con una recante lo “sconto” da 59 e 90 a 34 e 90.”

Insomma, esattamente quanto successo alla Manor. La SECO chiese alla polizia di fare le indagini, che svelarono una diffusa pratica di sconti finti.

In base a leggi vetuste e insignificanti, questo costò a Ochsner 4’000 franchi di multa, si, avete sentito bene. L’ACSI scriveva inoltre:

“Alla luce di tutto questo, sarebbe decisamente il caso di inasprire le sanzioni e in particolare di permettere di sanzionare le persone giuridiche. Al contrario, il Consiglio degli Stati ha recentemente accettato una mozione per alleggerire ulteriormente l’Ordinanza sull’indicazione dei prezzi. Un autentico schiaffo ai consumatori.”

Per gli Stati, sia chiaro, parliamo di destra e centrodestra, sinistra e Verdi si sono sempre schierati dalla parte dei consumatori.

Sarebbe interessante se anche da noi la procura facesse qualche indagine. A pensare male si fa peccato, ma di solito ci si azzecca.

*Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana

 

 

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