Un consiglio federale più “rosa”, ma con luci e ombre

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Vedi, Vidi, Vici. Potremmo riassumere così la rapidità dell’elezione dei nuovi due membri del Consiglio Federale al posto dei dimissionari Doris Leuthard e Johan Schneider-Amman. Ad alzare le tre dita al cielo al primo turno sono, ed è il fatto maggiormente sottolineato oggi, due donne: Viola Amherd, vallesana, per il PPD, e la sangallese Karin Keller-Sutter per il PLR.

Un’ampia rappresentanza femminile in Consiglio Federale, dunque, e sicuramente, in tempi in cui si discute ancora di parità salariale, è un segnale forte e importante, ben rimarcato anche a sinistra, e che si va ad aggiungere alla recente elezione di Marina Carobbio alla presidenza del Parlamento.

Al di là della soddisfazione per la nuova composizione “rosa” del governo nazionale, tuttavia, sarà importante capire come, nell’immediato futuro, si assesteranno gli equilibri politici. Perchè, diciamocela tutta, dopo lo strombazzare per l’elezione di Ignazio Cassis in quanto ticinese tout court, ci siamo ritrovati con un Consiglio Federale nettamente spostato a destra: segno, forse, che la provenienza geografica o il genere non sono necessariamente gli unici fattori da tenere in considerazione in merito alle scelte dei nostri rappresentanti.

Viola Amherd, da una parte, appare sensibile a diversi temi cari anche alla Sinistra: rappresentanza femminile nell’economia, il matrimonio egualitario per le coppie omosessuali, una maggior trasparenza del finanziamento dei partiti, la riduzione dell’export di armi. Al punto che, come riporta Les Temps, durante le elezione di Guy Parmelin ha ricevuto 16 voti dai Verdi, in segno di boicottaggio verso gli altri candidati, e da essere definita “di sinistra” dal collega UDC vallesano Franz Ruppen per il suo sostegno alle “quote rosa”. (qui il grafico delle posizioni politiche su Smartvote).

Dall’altra parte, Karin Keller-Sutter, seppur giudicata quasi unanimemente anche da sinistra una persona con la quale si lavora benissimo, affidabile e disponibile, su diversi temi si profila su posizioni decisamente di destra, liberale in economia e conservatrice riguardo ai valori. L’Aargauer Zeitung la definisce “civic-minded”, ovvero orientata al benessere e alla difesa degli interessi della comunità locale, tanto che il problema del cambiamento climatico mondiale “non è fra le sue massime priorità”. Si è distinta, inoltre, per la sua contrarietà all’aumento di 70 franchi delle pensioni, per le sue critiche all’accordo quadro con l’Unione Europea e per opinioni tendenzialmente favorevoli a una politica migratoria restrittiva (qui potete visionare il grafico delle sue posizioni su Smartvote). È, inoltre, membro del CdA delle assicurazioni Bâloise, carica da cui guadagna, annualmente, circa 175mila franchi: sicuramente non un punto a favore dell’eliminazione dei conflitti di interesse.

Un colpo al cerchio e uno alla botte, dunque, a livello di equilibri politici, potremmo dire.

Ma al di là di questo, ribadiamo, la presenza di 3 donne su 7 Consiglieri Federali è comunque un segnale forte, un passo verso la tanto auspicata parità di genere, e sicuramente un netto pogresso per la politica e la società civile tutta.

 

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