Una letterina al Mattino

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Un’altra letterina al Mattino della Domenica, da parte del deputato socialista Henrik Bang, inchioda i commissari leghisti alle loro responsabilità, soprattutto ultimamente, dove sembra che la deputazione leghista in Gran Consiglio non sia molto in chiaro su quale sia il bene della gente. Nel suo post, Bang scrive:

“Caro Mattino, oggi ti vedo anzi ti leggo un po’ confuso, sarà per il troppo panettone?
Comunque lo scorso 2 dicembre scrivevi del rapporto all’acqua di rose (rimborsi del telefono a partire da luglio 2018) sostenuto da PLRT, Parte del PPD e lapsus freudiano pure dai commissari leghisti in gestione che l’hanno sottoscritto.

Ora con il dibattito in aula non si è arrivati a una conclusione perché la Lega ha respinto il rapporto che aveva sostenuto fino all’altro giorno. A me fa molto piacere che non abbiano votato il rapporto di maggioranza anche se questo, nella logica leghista, non vuol dire che sosteranno il mio rapporto di minoranza che richiede i rimborsi telefonici per gli ultimi 5 anni come le due mensilità.

Peccato che nei tuoi articoli ti dimentichi sistematicamente di informare i tuoi lettori di questa variante, così come ti sei dimenticato di dedicare, magari una paginetta alle recenti dimissioni di un consigliere comunale di Lugano, per quale motivo? Malgrado tutto, buona domenica.”

Il Mattino, come al solito, invece di informare, racconta le sue verità, e passa sotto silenzio le cavolate che il suo gruppo parlamentare inanella regolarmente, come il voto contrario all’aumento degli assegni di prima infanzia. Una realtà scomoda che viene taciuta, dando in pasto al suo elettorato, solo delle balle prefabbricate. Un po’ come faceva il buon Emilio Fede col tg berlusconiano di Rete 4. Una sola voce, una sola storia, farcita di bugie e di propaganda.

 

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