Una strage al peperoncino

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Avevano tra i quattordici e i sedici anni i ragazzi morti nel fuggi-fuggi generale venutosi a creare all’interno della “Lanterna Azzurra”, la discoteca in provincia di Ancona nella quale si trovavano tutti quanti in attesa dell’arrivo del cantante rap Sfera Ebbasta, ospite per una serata come DJ. A scatenare il panico nel locale, un ragazzo loro coetaneo con dello spray al peperoncino. Il resto è la cronaca di una strage con morti e un centinaio di feriti, tra cui alcuni di loro ancora in gravissime condizioni e in prognosi riservata per traumi da schiacciamento.

La cronaca di una tragedia annunciata. Perché quella dello spray al peperoncino non è esattamente una novità. Era già successo. Tra il 2017 e il 2018, almeno sette volte. In altrettante discoteche del Nord Italia. Perlopiù in occasione di concerti di musica rap e, in quattro casi, proprio ai concerti di Sfera Ebbasta, il re della trap che il 31 luglio scorso s’era esibito anche nella Svizzera italiana (leggi qui) e che, dopo l’accaduto, ha puntato il dito proprio contro quella che sembra essere ormai una nuova moda a tutti gli effetti.

Spruzzare sul pubblico, nel mezzo di un concerto, dello spray al peperoncino. Per il gusto di vedere l’effetto che fa. Come rappresaglia nel corso di un litigio. Per stordire e derubare i presenti. Un fenomeno noto anche Svizzera e verificatosi di recente perfino in alcuni locali del Ticino. In Italia, il gas Oleoresin capsicum, il principio attivo presente nelle bombolette incriminate, vendute quale deterrente e strumento di difesa in caso d’aggressione, è facilmente acquistabile per pochi euro un po’ ovunque. Dalle armerie alle farmacie, ma anche in molti supermercati. Unico requisito per poterne entrare in possesso è avere più di 16 anni.

Peccato che fra i casi finora registrati d’uso improprio ci sia, per esempio, un episodio dell’ottobre scorso avvenuto in provincia di Lodi dove una bambina di undici anni ha mandato in ospedale tredici suoi compagni di scuola per via proprio di un’intossicazione da spray al peperoncino. Facendo così di uno strumento d’autodifesa, tanto cavalcata da certa politica, un micidiale strumento d’offesa. Deliberata e violenta. Al punto che dopo quanto è accaduto, con la morte di cinque adolescenti e di una mamma che aveva accompagnato la figlia in discoteca, una riflessione quantomeno s’impone. Anche con una certa urgenza.

Un tempo c’erano le fialette puzzolenti. Era con quelle che certi imbecilli davano un senso alla loro presenza alle feste. Malgrado la puzza da morire, in realtà, di morti per il cattivo odore non se ne contavano. Col peperoncino oggi invece è tutta un’altra musica. Ben più letale. Perché accanto agli spray ci sono pure delle vere e proprie pistole al peperoncino, tanto che gli effetti collaterali e i danni di un uso improprio di tutti questi aggeggi possono essere addirittura permanenti. Il bruciore provocato agli occhi e alle vie respiratorie in alcuni casi può dare origine a degli shock anafilattici. Comunque sia il dolore e il bruciore può durare delle ore, con un serio pericolo di morte per chi soffre, per esempio, d’asma.

 

 

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