Prendi i soldi e scappa e… oops!

Pubblicità

Di


L’occasione fa l’uomo ladro, cioè lo porta a trasgredire le regole. Senza pensare a quali potrebbero essere le conseguenze da pagare. Ciò che conta è il fine. Poco importa il prezzo. Al punto che ogni mezzo è lecito. Al punto che leghisti o cinesi, son davvero tutti uguali. Una faccia, una razza. Un’affermazione il cui senso vi sarà chiaro più avanti nel corso della lettura.

Ma partiamo dai fatti. Si dice che non ci sia nulla di più sicuro di un bel posto in banca. O quasi. Non se a furia di vederti passare montagne di soldi sotto al naso poi sbrocchi. E, convinto che la vita sia come uno di quei film dove basta un pizzico di furbizia per ritrovarsi ricchi sfondati, ti convinci che è arrivato anche per te il momento di svoltare. E allora vai d’azzardo. Te ne freghi del lavoro sicuro e butti tutto all’aria.

È esattamente questo quello che deve aver pensato quel giovane del Mendrisiotto, poco più che trentenne, in passato militante a Mendrisio e poi a Stabio nelle file della Lega, il cui sogno era svoltare. Voleva cambiare pelle, vivere da nababbo altrove, farsi una nuova vita con una nuova identità. Coi soldi sottratti ad alcuni suoi clienti, grossomodo 15 milioni di franchi. Mica spagnolette.

E invece nulla. Il furfantello, beccato con le mani sporche di marmellata e messo alle strette, nel corso dell’interrogatorio seguito al suo arresto, ha subito confessato tutto. Il suo piano per fuggire a Panama. Il bonifico dei soldi all’estero. I documenti d’identità farlocchi che aveva cercato di acquistare su internet. Il biglietto di sola andata in partenza da Francoforte per i Caraibi.

Una latitanza durata giusto il tempo necessario per capire che non sarebbe stato ricordato come un genio della truffa, ma piuttosto per l’ennesimo gonzo che ci aveva provato. E che, alla fine, gli era andata male. Malissimo. Perché dell’ammanco, uno dei clienti truffati se n’è accorto comunque per tempo. Prima che fosse ormai troppo tardi. E una volta avvertito l’istituto di credito, la Raiffeisen di Lugano, ciao ciao sogni di gloria.

Come detto, la sua fuga verso una vita da milionario ai tropici è durata un battito di ciglia. Tanto che, una volta resosi conto di non esser riuscito a farla franca, il mancato Arsenio Lupin s’è costituito. S’è consegnato all’ambasciata svizzera in Costa Rica. Uno che, stando al suo profilo Facebook, amava la musica metal e non nascondeva di certo le sue simpatie per Aldolf Hitler e i movimenti a lui devoti.

Uno che in un mondo globalizzato, in cui il capitale pare aver sconfitto qualsiasi principio di solidarietà, che con un colpo di spugna ha cancellato il concetto di gruppo, di collettivo, di comunità in cui tutti contribuiscono al bene comune, ha pensato solo al suo, di bene. Convinto ormai, un po’ come tutti, che siano solo i soldi o i beni materiali a dar la felicità. A far la vera differenza.

Lo pensava anche quel venticinquenne cinese che per un iPhone e un iPad s’è venduto un rene in cambio di poco più di 3000 franchi. Peccato che ora dovrà vivere il resto della sua vita tra una dialisi e l’altra. E il nostro rampante giovane filonazista nonché funzionario di banca, invece delle palme, del sole e di un bel Mojito, una lunga vacanza se la farà a La Stampa in una cella un po’ meno confortevole e accogliente di quanto sperato.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!