10 euro per il vicesindaco antibarboni

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Lanciano una colletta in piazza per pagare la multa al vicesindaco di Trieste, il leghista Paolo Polidori, che aveva gettato nel cassonetto le coperte di un barbone, ma raccolgono solo 10 euro.

Scriveva solo settimana scorsa il movimento politico “potere al popolo” in merito al fatto increscioso e vergognoso: (leggi qui)

“…Qual è la coraggiosa iniziativa di cotanto eroe?
Aver gettato nel cassonetto i vestiti e le coperte di un senzatetto. Sì, avete letto bene. E potete leggere anche le sue parole, visto che se ne faceva vanto.
Certo, c’è da vantarsi di aver lasciato senza il benché minimo riparo dal freddo un essere umano. I nostri più vivi complimenti.”

Il Polidori si era vantato sui social della sua impresa. Ironia della sorta volle che, documentandola, il Polidori si mettesse il cappio al collo da solo. I viglili urbani, non potendo fare altrimenti visto che le prove le aveva postate lo stesso Polidori sul suo profilo Facebook, lo avevano multato per 450 euro, la pena comminata a chi getta materiale non idoneo nei cassonetti.

Sabato il tentativo di far parlare di se raggiungendo la cifra per pagare la multa, un flop clamoroso, parla Giacomo Sturniolo, promotore della colletta:

“1 euro per contribuire alla multa presa dal Vice-Sindaco per avere fatto un gesto che avrebbe dovuto fare ogni cittadino che ama questa città».

«Abbiamo raccolto 10 euro. Nonostante il buon riscontro mediatico e il sostegno online ricevuto si sono presentate poche persone rispetto a quanto preventivato».

L’amore per i barboni in casa leghista non è moneta corrente nemmeno da noi. Sempre Lorenzo Quadri, ovviamente, l’uomo dal cuore grande come una nespola e dall’anima accogliente come il crogiuolo di un altoforno aveva tuonato contro di loro, soprattutto quelli non patrizi:

“le strutture del tipo auspicato non servono ai ticinesi o ai residenti che per un motivo o per l’altro sono temporaneamente senza un tetto, perché per loro i servizi sociali, e specialmente a Lugano, trovano delle soluzioni (…) gli “utenti” del centro di prima accoglienza sarebbero invece persone che non hanno diritto di restare da noi: ad esempio asilanti con decreto di espulsione, clandestini, o magari anche rom frontalieri del furto che si avvicinano così al “luogo di lavoro”: vogliamo renderci (più) attrattivi per queste categorie?”

Noi commentavamo:

“Capito? Barbone solo se sei luganese doc, magari patrizio di Besso, così se ti va puoi dormire sotto il tunnel. Se invece sei un povero disgraziato qualsiasi, come lo sono tutti, perché i senzatetto patrizi non esistono, puoi andare a schiantarti dove ti pare, dormire nel tunnel, su una panchina o morire bruciato vivo in un sottoscala di Massagno perché volevi scaldarti, come Ignazio Cirillo un anno e mezzo fa.” (leggi qui)

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