2 miliardi per il Ticino

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E meno male che non è passata l’amnistia voluta da Vitta che proponeva un regalo del 70% (senza nemmeno pagare una multa!) a chi aveva frodato il fisco! Avremmo perso i tre quarti di quello che è saltato fuori in questi anni, e parliamo di centinaia di milioni.

Leggiamo dal Corriere del Ticino: “…Le autodenunce fiscali in Ticino registrano un nuovo record. Nel 2018 gli evasori pentiti che hanno proceduto alla denuncia dei propri capitali esente da pena hanno toccato quota 3.098. Si tratta della cifra più alta mai registrata dall’introduzione della misura nel 2010.”

Parliamo per l’anno scorso di due miliardi e duecento milioni di franchi, erano 1 miliardo e 800 milioni nel 2017. Un terzo delle autodenunce riguarda anche capitali detenuti nelle banche svizzere. 3000 contribuenti ticinesi hanno fatto saltare fuori i loro soldi e tutto ciò, per assurdo, in seguito agli accordi bilaterali di scambio automatico di dati con gli Stati europei.

Ci si rassegni, oggi evadere il fisco non è più facile come una volta e nonostante le paranoie sul segreto bancario (ancora in vigore in Svizzera, peraltro) a guadagnarci siamo proprio noi e il nostro Xantone.

Ma cosa sono le autodenunce? Semplice.

Se avevi un patrimonio all’estero, avevi tempo fino al 30 settembre per autodenunciarti, pagando le imposte ma non la multa (perché non lo avevi dichiarato).

Facciamo un esempio pratico: un ipotetico omino guadagna 50’000 franchi all’anno e ci paga l’1% di aliquota (facciamola semplice), sono 500 fr di tasse. L’omino, in Francia ha un appartamento che gli fornisce 10’000 fr di reddito. La Svizzera somma i redditi (50’000+10’000) e aumenta l’aliquota ( 1,2% per esempio) che sarà però riscossa solo sui guadagni svizzeri. In breve, il nostro omino con 50’000 fr, invece di essere tassato all’1%, lo sarà all’1,2. L’alternativa è non autodenunciarsi e pagare però multe salatissime se la cosa salta fuori. E la cosa ora salta fuori per forza, in seguito agli accordi bilaterali di scambio automatico di dati.

Non ci stanchiamo mai di dire, però, che se fosse passata l’idea di amnistia voluta da Vitta, che premiava gli evasori con sconti del 70% (!), amnistia bloccata da un ricorso socialista, avremmo perso paccate di milioni. Scrivevamo nel gennaio 2017:

“L’amnistia fiscale cantonale annullata dal Tribunale federale avrebbe portato, secondo il Consiglio di Stato, autodenunce per un miliardo: siamo già al quadruplo, e senza il maxi sconto del 70% previsto dall’amnistia cantonale. Da una perdita di 150 milioni per il Cantone e 100 per i comuni, siamo arrivati a questo lusinghiero dato. Merito anche di Pelin Kandemir Bordoli che, a nome del PS, presentò il ricorso al Tribunale federale (…)” (leggi qui)

Oggi altri miliardi di patrimoni autodenunciati si aggiungono a quelli di ieri, e vengono davvero i brividi pensando a che ecatombe sarebbe stata, con perdite di tre quarti del gettito, se fosse passata l’amnistia demenziale voluta da Christian Vitta. Ora più che i soliti eterni sgravi, dal bambino prodigio, ci si aspetta il ripristino tutti gli aiuti sociali falciati negli anni, con la compiacenza dei partiti borghesi, di UDC e Lega.

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