Cara amica Inghilterra, ti scrivo

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Nella selva di polemiche e di scenari quantomeno apocalittici che stanno accompagnando le ultime fasi delle trattative che saranno decisive per la Brexit, è una lettera che non t’aspetti, quella pubblicata qualche giorno fa dal quotidiano britannico “The Times”. Una missiva con la quale un manipolo di teutonici si è rivolto alla gente e ai politici del Regno Unito per chieder loro di restare nell’Unione Europea.

All’insegna del “volemose bene” una trentina di cittadini tedeschi, si sono rimboccati le maniche e hanno scritto, col cuore in mano, una letterina strappalacrime ai loro amici d’oltremanica. Tra i firmatari della missiva l’ex portiere della nazionale tedesca e dell’Arsenal Jens Lehmann, la presidente della CDU Annegret Kramp-Karrenbauer e l’amministratore delegato di Airbus Thomas Enders.

“Senza la vostra grande nazione, questo continente non sarebbe quello che è oggi: una comunità libera e prospera. Dopo gli orrori della Seconda guerra mondiale, il Regno Unito non ci ha lasciati perdere. Ha dato il benvenuto alla Germania come a una nazione sovrana e una delle potenze europee. Come tedeschi non ce lo siamo dimenticati e ve ne siamo grati.

Dato che sappiamo che la libertà di cui beneficiamo oggi come europei è stata costruita e difesa in molti modi dai cittadini britannici, vogliamo che sappiano che rispettiamo la loro scelta. Se il Regno Unito vorrà lasciare l’Unione Europea per sempre, avrà comunque sempre degli amici in Germania e in Europa. Ma i cittadini britannici devono anche sapere che nessuna scelta è irreversibile. La nostra porta resterà sempre aperta: l’Europa è casa.

Il Regno Unito è parte di ciò che siamo come europei. Per questo ci mancherà. Ci mancherà il leggendario umorismo nero britannico e andare al pub dopo il lavoro per bere una birra. Ci mancherà il tè col latte e guidare sul lato sinistro della strada. E ci mancherà guardare le commedie musicali britanniche a Natale. Ma più di tutto ci mancheranno i cittadini britannici – i nostri amici dall’altra parte della Manica. Ci mancherà il Regno Unito come parte dell’Unione Europea, specialmente in questi tempi difficili. Per questo dovete sapere: dal profondo del nostro cuore vorremmo che restaste.”

Insomma, parole che non ti aspetteresti mai da un popolo considerato freddo, cinico e calcolatore. Capace, al contrario, di saper parlare a nome di una casa Europa che non sarà più la stessa dopo che la Brexit si sarà consumata definitivamente. Ma come accade nella parabola del figliol prodigo, chissà che anche l’Inghilterra non finisca un giorno, di là da venire, per cambiare idea, ravvedendosi sulla via che porta a Bruxelles.

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