Che Botta! Caro Mario, ti scrivo…

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”Caro Mario, con l’iniziativa da te sostenuta non avresti potuto realizzare né la Cappella sul Monte Tamaro, né il Fiore di Pietra sul Monte Generoso”. Inizia così la letterina scritta dall’ex presidente del PLR Rocco Cattaneo all’archistar e amico Mario Botta che inaspettatamente s’è espresso a favore della cosiddetta Iniziativa contro la dispersione degli insediamenti.

Rocco non poteva credere ai suoi occhi quando l’ha letto. Pensare che uno dei “cementificatori” di maggior prestigio a livello internazionale, peraltro ticinese, uno dei nostri, avesse deciso di ravvedersi e dire no alla scempio che si consuma da tempo sotto ai nostri occhi è stato innanzitutto un brutto colpo. Dritto dritto al cuore. Oltre che, a suo dire, un gesto inopportuno.

Caro Mario, ti abbiamo fatto fare cose che noi umani neanche per idea ci sogniamo di fare in una vita di progetti e poi tu ci tradisci così? Ci volti le spalle? Fai comunella col nemico? Con chi non ci vuole permettere neppure di piantare un paletto per la vigna? Sembra un po’ questo il senso e le ragioni dell’aver criticato la presa di posizione dell’architetto mendrisiense.

Cattaneo si permette di far notare all’amico come “l’iniziativa da te sostenuta vuole, tra le altre misure, limitare ancora di più la costruzione di edifici fuori dalle zone edificabili. Non si potrebbero più costruire, per esempio, ristoranti di montagna, gli agricoltori non potrebbero né ampliarsi, né edificare serre, stalle per l’allevamento, edifici per l’agriturismo, eccetera”.

Ovviamente la carta giocata, il jolly sfoderato in questa occasione è quello di chi vede nello stop al cemento uno stop allo sviluppo economico. Un ritornello tanto fuori moda quanto sleale. Soprattutto se consideriamo che, in giro, gru e modine spuntano di continuo come funghi. Ma non di quelli buoni per farci il risotto. Ogni secondo che passa, in Svizzera, viene cementificato quasi un metro quadrato di spazio verde.

È questo l’allarme lanciato dai Giovani Verdi proprio attraverso l’Iniziativa contro la dispersione degli insediamenti, sulla quale saremo tutti chiamati ad esprimerci il prossimo 10 di febbraio. La loro richiesta? Bloccare la superficie totale delle zone edificabili al livello attuale. Si tratterebbe di una sorta di moratoria. Per incentivare in modo intelligente l’utilizzo del territorio a nostra disposizione già troppo spesso edificato senz’arte né parte.

Una proposta che però, secondo il Consiglio federale, sarebbe troppo drastica e potrebbe produrre un aumento del prezzo per terreni e abitazioni. Ma che valore ha una Svizzera verde sempre più grigio cemento? Evidentemente, a Palazzo, soprattutto a chi è foraggiato dalle lobby del mattone la cosa frega più o meno quanto il sesso degli angeli.

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