Dai pestaggi veri a quelli inventati

Di

Sarà per via dell’elettricità che si respira nell’aria di questi tempi, ma i pestaggi sembrano essere tornati di gran moda. Un po’ come avveniva negli anni Settanta del Novecento, quando addirittura ci si menava fuori dai cinema nei quale venivano proiettati i film di Bruce Lee e ogni scusa sembrava buona per alimentare una lotta che non era solo di classe.

Virale è il video di un pugile che usa come sparring partner alcuni poliziotti costretti a indietreggiare per schivare i pugni, nel corso di una recente manifestazione di protesta dei gilet gialli in Francia. Si tratta di un omone che si dimena e regala cazzottoni a destra e manca come se fossero caramelle, agli agenti in tenuta antisommossa.

Oppure ancora ci sono altre immagini che documentano l’aggressione di due giornalisti dell’Espresso nel corso della commemorazione delle vittime della strage di Acca Larenzia. Una commemorazione avvenuta di fronte all’ex sede storica del Movimento sociale italiano, nel quartiere Appio a Roma, dove una targa francamente discutibile ricorda i tre giovani “assassinati dall’odio comunista e dai servi dello stato”, davanti alla quale si sono radunati migliaia militanti di estrema destra per il tradizionale rito del “presente” e del saluto ai “camerati caduti”.

Insieme a tutto questo, ai pestaggi e alle aggressioni vere e documentate, si moltiplicano però anche le notizie di chi invece ci marcia alla grande e della presunta violenza subita ne fa un uso meramente strumentale e politico come nello squallido caso del deputato di estrema destra tedesco Frank Magnitz.

Dopo aver sostenuto di essere stato picchiato addirittura con una mazza, la procura di Brema ha acquisito un video che mostra tre uomini avvicinarsi al politico, con uno dei tre che lo spinge e lo fa cadere, ma non ci sono immagini che dimostrino che sia stato picchiato e preso a calci selvaggiamente così come Magnitz ha inizialmente dichiarato cercando di fare dell’aggressione subita un jolly spendibile politicamente. Peccato che la realtà dei fatti sia ben altra.

Più o meno della stesso tenore è anche la vicenda che ha visto protagonista la deputata pentastellata Mara Lapia. 42 anni, nuorese, avvocata di professione ed eletta deputata per il Movimento Cinquestelle. La donna ha detto di essere stata offesa e aggredita in un supermercato di Nuoro da un uomo che si è poi allontanato in auto. Ad aver ripreso la notizia anche il capogruppo pentastellato in Parlamento che ha dichiarato: “Mara è stata prima aggredita verbalmente e poi fisicamente riportando una frattura costale e varie contusioni”.

A smentire la versione della deputata ci sono però ben cinque testimoni che parlano piuttosto di una lite, peraltro scatenata proprio dall’onorevole. Tutto questo a riprova di come oggi, il ricorso alle mani e la sua successiva strumentalizzazione, abbiano raggiunto livelli di guardia francamente inaccettabili. Ma solo per non usare l’abusato “vergognosi”. A dimostrazione che di fronte alla pochezza delle rivendicazioni e degli argomenti di certa politica, buttarla in rissa paga sempre e sembra la moda, più di tutte, tornata in auge di questi tempi.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!