Dead Snow 2 – Red vs. Dead

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Certo, la cinematografia è un’arte nobile, che negli anni si è consolidata come medium di storie in grado di indurre riflessioni e di porre nuove visioni. È stato strumento di propaganda e di rivoluzione, certi film hanno fatto la storia nel loro piccolo. Moltissimi “Kevin” ticinesi devono il loro nome all’aspra bellezza di Kevin Costner, per non parlare di quanto hanno nuociuto Leonardo DiCaprio e Sharon Stone.

Eppure, il cinema ha anche un altro lato, un po’ più oscuro, asservito alle masse e che in era moderna è diventata la principale via da seguire; quella dell’intrattenimento, della bieca assenza di contenuti barattata con una capacità di divertire il più ampio numero possibile di persone, per vendere biglietti e fare incassi da capogiro.

In questo lato, trova posto una nicchia che riesce a scuotersi di dosso la corruzione di questo nuovo cinema di puro intrattenimento, mantenendone gli obiettivi ma trovando il coraggio di esagerare e di bruciarsi larghe fette di spettatori solo per potersi esprimere in modo sincero.

È il caso di Dead Snow 2, il sequel di“Dead Snow”, il b-movie cult in cui un gruppo di ragazzi norvegesi vengono attaccati e massacrati da un’orda di zombie nazisti. Il regista Tom Wirkola ama questo suo progetto, che porta avanti, nonostante i budget ristretti, pur essendo già stato chiamato a svolgere produzioni più monumentali. Il sequel è una testimonianza dell’anima di Wirkola, una spregiudicata pellicola colma di splatter, violenza, luoghi comuni e comicità tra il macabro e il demenziale.

Partendo dall’ultima scena del primo film, “Dead snow 2” segue le vicende dell’unico sopravvissuto, costretto a fronteggiare l’avanzata del plotone di zombi nazisti del colonnello Herzog, determinati a completare la missione punitiva che era stata ordinata loro da Hitler ai tempi della guerra. Tutto sembrerà perduto, finché i “buoni” non realizzeranno che l’unica possibilità è risvegliare la squadra del capitano sovietico Stavarin, da decenni sepolto nei ghiacci della Norvegia…

Semplice? Sì, ma non stupido. Il film mantiene un’aura ridicola senza mai però sospendere il timore per il nemico, dando vita a una combinazione di emozioni che ci accompagnano in un’ora e quaranta di divertimento puro; sia per la goduria nel vedere un’orda di zombie nazisti (con tanto di Tiger IV!) imperversare per le campagne massacrando odiosi turisti americani, sia per le risate nel vedere le disavventure di personaggi imbarazzanti e con una comicità stupendamente naturale e realista.

Per concludere il discorso iniziato prima; il cinema è molto, può essere politica, così come bieco capitalismo o puro squallore. Nonostante tutto, a volte bisogna semplicemente sedersi con una ciotola di patatine e passare qualche tempo con il cervello spento, godendo del talento di chi ancora si ostina a fare cinema per il gusto di farlo.

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