Giù le mani dal mio fucile

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Non c’è che da esserne fieri di come l’attaccamento degli svizzeri alle armi abbia in men che non si dica permesso di raccogliere la bellezza di 125’000 sottoscrizioni. Firme consegnate giovedì al Governo affinché l’attuale legge in materia di armi non venga neppure sfiorata, ma soprattutto non venga fatto adeguandola a quelle che sono le imposizioni in tal senso avanzate dall’Europa, dalle normative comunitarie.

Basta farci dire come stare seduti a tavola o cosa fare e come dobbiamo comportarci con pistole, fucili e munizioni. A rischio stavolta è il tiro sportivo, una bella realtà rossocrociata come lo sono i cervelat e lo jodel. Senza di loro la Svizzera non sarebbe più la stessa. La nuova legge, che ha l’obiettivo di rendere meno facile il possesso delle armi da fuoco, non piace a molti. Soprattutto a chi con le armi ci vive, le produce e ne fa gran commercio. Ma non sembra gradita neppure a chi senz’arma si vedrebbe nudo. Incapace di sentirsi libero e, soprattutto, svizzero.

Così, sulla scorta delle firme raccolte, la decisione finale spetterà alla popolazione che sulla faccenda sarà chiamata a esprimersi con il proprio voto. Nel frattempo, quelle che si registrano, sono le farneticazioni di chi ritiene le misure nate per porre un argine agli atti terroristici come inutili, perché quanto si fa in materia già basta e avanza. La revisione rientra nel quadro degli accordi di Schengen eppure è vissuta come sabbia nelle mutande. “Attualmente si combatte già a sufficienza contro il terrorismo“, ha dichiarato Luca Filippini, il presidente della Comunità di interessi del tiro svizzero che riunisce 14 associazioni pro armi.

Chissà, probabilmente, il sogno di costoro è quello di un regolamento più “alla brasiliana”. Da pochi giorni alla guida del Paese sudamericano, fra le prime cose fatte dallo sceriffo Jair Bolsonaro c’è il fatto di aver mantenuto una delle sue promesse elettorali. Più armi per tutti. Con una legge ha favorito il possesso di armi a tutti quei brasiliani, poco importa il sesso, che vivono in Stati con un tasso di omicidi più alto di 10’000 ogni 100’000 abitanti. Oggi, volendo, si potrebbero portare a casa anche un mitragliatore. Chissà, magari proprio per il tiro sportivo.

Certo è, che d’ora in poi, per frenare l’impressionante numero di omicidi, 65’000 solo nel 2017, il bisogno di difendersi sarà soddisfatto dal poter girare armati fino ai denti e sparare a qualunque cosa si muova in maniera sospetta. Pronti a fare fuoco di fronte a un tentato furto, a chi prova a toglierti il cellulare, l’orologio, il portafoglio, una carta di credito o vorrebbe solo aggredirci per il gusto di farlo. Perché, va bene la sportività, ma la vita è un’altra cosa.

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