Glencore e Cassis, è amore!

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Glencore è una stracacchio di ditta. 14,8 miliardi di fatturato nel 2017, presente in 150 paesi, 146’000 dipendenti e appaltatori. Glencore commercializza e produce prodotti in rame, cobalto, alluminio, zinco, piombo, cromo, vanadio, nichel e leghe ferrose.

Ma non solo, ha strutture di produzione per gas naturale, petrolio, carbone, minerali, metalli e prodotti agricoli in tutto il mondo, oltre ad industrie per la lavorazione del cibo.

Glencore è un gigante, una delle più grandi società di risorse naturali diversificate a livello mondiale ed ha sede a Baar, in Svizzera. Ovviamente non per interessi fiscali ma perché la Svizzera è un Paese gradevole, ci sono le mucche e il loro formaggio, di cui i manager di Glencore sono ghiotti, è squisito.

Scherzi a parte, parliamo di Glencore perché, come molti sapranno, la recente visita in Zambia di Ignazio Cassiss, in cui ha visitato con grande gioia la sede di una miniera di rame, ha fatto molta polemica.

Lo ha fatto perché Glencore è da anni sotto i riflettori, accusata di avvelenare la popolazione e di distruggere l’ambiente con i suoi scarti di lavorazione. Secondo media e ONG, la Glencore è uno dei problemi dello Zambia, anche perché a quanto pare non paga le tasse in loco.

Che Cassis se ne sbatta allegramente delle condizioni di lavoro o dello sfruttamento della manodopera è assodato. Il ministro liberale ha spostato un bel po’ a destra l’asse del Consiglio Federale, portando avanti politiche liberiste e poco rispettose di minoranze o popolazioni in difficoltà.

Di lui, il direttore della Catena della Solidarietà, che solitamente e per tradizione evita polemiche politiche, aveva dichiarato :

“…la posizione del Consiglio Federale e della maggioranza parlamentare costringe la nostra associazione a prendere posizione. Il governo federale pregiudica la nostra ragione d’essere e minaccia i fondamenti stessi del nostro lavoro che sono la solidarietà e la tradizione umanitaria svizzera.” (leggi qui)

Cassis aveva raggiunto l’apice dell’ipocrisia quando aveva attaccato l’agenzia ONU che si occupava degli aiuti ai palestinesi, anche qui scrivevamo che Cassis:

“…era lo stesso che diceva che i progetti dell’Unwra (ONU) non favorivano la pace perché continuavano ad offrire aiuto ai palestinesi.”

Dunque perché stupirsi delle sviolinate e della pubblicità che il buon Cassis fa alla Glencore? Il suo agire è chiaro: prima l’economia, alla faccia di chi sta male. Se poi per avere ditte floride che pagano le tasse in Svizzera dobbiamo sacrificare qualche migliaio di poveracci o l’ambiente in Paesi a noi lontani, chissenefrega. Il Consiglio Federale mica è la Croce Rossa, questo concetto, al nostro Cassis ex medico cantonale col suo bel giuramento di Ippocrate sul gobbone, è ben chiaro.

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