Gli spacciatori in bici, noi in auto

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Ed eccone qui un altro, uno di quei leghisti padani del “non è per essere razzisti…”. Persone che non ammettono apertamente il loro razzismo e il loro classismo ma che poi alla prova dei fatti sono costretti a inventarsi l’improbabile per andare a colpire le categorie che detestano, che siano neri, immigrati o barboni.

La lagna è del deputato di Reggio Emilia della Lega e segretario dell’Emilia per il Carroccio Gianluca Vinci, che discutendo della situazione del traffico in zona stazione, diceva:

“lo spacciatore va a piedi o in bicicletta, la brava gente di solito usa l’automobile”. 

Una cosa analoga era successa, sollevando lo stesso polverone, a Prato. Patrizia Ovattoni, segretaria della Lega di Prato, riteneva addirittura che il progetto della nuova ciclopista fosse fatta apposta per gli immigrati, anche lì con l’idiota credenza che la brava gente, ovvero i “pratesi” andassero al lavoro in auto e non in bicicletta, mezzo di locomozione appannaggio, nella sua fantasia malata, solo degli immigrati. Scrivevamo solo tre mesi fa: (leggi qui)

“Molti richiedenti asilo non hanno la macchina. Sembra che il progetto sia fatto apposta per loro – e ancora – “…servono solo ai migranti. Noi pratesi a lavorare ci andiamo in macchina”.

La Ovattoni, col suo nome da commendatore da operetta proseguiva:

“Noi, ovvero chi va a lavorare, di solito si sposta con la macchina. Oppure, chi ha i bambini piccini che devono andare dal pediatra, non li porta in bicicletta. Chi ha un lavoro e dei bambini rischierebbe di esser messo sotto un camion, come è successo una volta a me.” – e ancora – “Non ho mai detto che sono razzista. Ma qua in bicicletta vanno veramente in pochi, non siamo in Versilia”.

Quela delle ciclopiste deve essere un po’ una bestia nera leghista, infatti, andando a scartabellare, scopriamo che anche il nostro Quadri ce l’aveva con le vie ragionate per chi ama la bicicletta. Nel 2015, Quadri lanciava una provocazione in perfetto stile trumpiano:

“Visto che si parla di investimenti anticiclici e di piani Marshall per il Cantone, di sicuro il muro al confine è meglio della mega-pista ciclabile tra Mendrisio e Lugano”.

Insomma, sappiatelo, se andate a piedi e in bicicletta siete quasi sicuramente asilanti o criminali, la brava gente va solo in giro col SUV.

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