Il miracolo mediatico italiano

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Soltanto il 30% degli italiani crede che gli immigrati siano una risorsa, cioè un elemento positivo per la crescita del Paese. A rivelarlo è un rapporto del World Economic Forum in corso a Davos. Il Forum economico mondiale ha infatti pubblicato dei nuovi dati sulla percezione dell’immigrazione nei Paesi occidentali e, fanalino di coda, risulta essere proprio la vicina Penisola.

L’Italia in cui l’emergenza migranti e il “prima gli Italiani”, condito dalla paura e dal fastidio per gli immigrati, sono da tempo il ritornello di una canzone che, grazie soprattutto all’utilizzo strumentale dei media, si è insinuato nelle teste della maggior parte della popolazione e, proprio come certe melodie da Festival di Sanremo, continua a ritornare in mente e non va più via.

A confermarlo in un’intervista del portale giornalistico Open, proprio su questo tema, è Stefano Allievi, professore ordinario di Sociologia e autore di numerosi libri e saggi sull’immigrazione tra cui c’è il recente “Immigrazione: Cambiare tutto e 5 cose che dovremmo tutti sapere sull’immigrazione (e una da fare)”.

“L’Italia – spiega il professor Allievi – è uno dei Paesi in cui è cresciuto più rapidamente il rifiuto degli stranieri o anche il timore che siano negativi sia per l’economia che per la cultura. È una conferma del fatto, già risaputo, che l’Italia è uno dei Paesi che in assoluto ha la distanza più ampia tra la percezione e la realtà rispetto ai dati numerici effettivi.”

Quella italiana è una percentuale molto più bassa sia rispetto alla media mondiale che è del 56% sia – e c’è da rimanerne di stucco – del 63% negli Stati Uniti di Donald Trump. Perfino in Germania, dopo che la Cancelliera Merkel aveva detto di voler accogliere a braccia aperte un milione di profughi siriani, scatenando una serie di polemiche sulle politiche d’asilo, la percezione riguardo agli immigrati rimane positiva ed è al 48%.

Gli italiani – continua Stefano Allievi – credono che gli immigrati costituiscano circa un quarto della popolazione mentre il dato reale è del 10%. La percezione inoltre è concentrata soprattutto sulle persone che provengono dall’Asia o dall’Africa quando in realtà la maggior parte degli immigrati in Italia vengono dall’Europa dell’est.”

L’esempio italiano ha un valore universale poiché ci mostra come, ad aver avuto la meglio sui fatti e sulla situazione reale, è stata l’ultima campagna elettorale che ha portato Di Maio e Salvini al Governo. Una campagna giocata essenzialmente sul pericolo stranieri. E a far da cassa di risonanza alla propaganda politica molti dei giornali ma soprattutto le tre reti del Cavaliere i cui telegiornali hanno seminato paura e spesso distorto la realtà dei fatti.

La crisi economica ha poi di sicuro giocato un ruolo importante, perché offriva a un problema reale un capro espiatorio, ma il numero degli stranieri che “rubano” il lavoro agli italiani è assolutamente irrilevante ed è dimostrabile dal fatto che gli immigrati lavorano nei settori più marginali, come l’edilizia di più infimo livello.

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