Il terrorista svizzero in regalo a Salvini?

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Adesso la Lega tira in ballo Alvaro Lojacono Baragiola, ex terrorista delle Brigate Rosse, che ha scontato 11 anni in Svizzera. “La Svizzera consegni Baragiola all’Italia!” tuonano i legaioli. Questo fatto ha esattamente la stessa valenza di quando si parlava dei frontalieri che insultano gli svizzeri. “Togliamogli il permesso di lavoro!” berciavano Lorenzo Quadri e Massimiliano Robbiani. Questi fatti sono simili, perché?

Perché entrambi hanno qualcosa in comune: primo, servono solo a fare pubblicità alla Lega; secondo, sia la revoca dei permessi di lavoro che l’estradizione in Italia di un qualsiasi criminale non cambia di un piffero la vita dei ticinesi; terzo, entrambe le questioni sono irrisolvibili perché illegali.

In merito ai permessi di lavoro, quel maramaldo di Quadri addirittura ci faceva credere che “ci stavano lavorando”. Lavorando cosa? I permessi di lavoro sono rilasciati dal Cantone, e sono i rapporti di lavoro privati che sanciscono i contratti e l’eventuale licenziamento. Cosa vuol farci credere Quadri? Che domani chi dice “svizzeri di m***a” sui social vedrà revocato dal Cantone il suo permesso? Balle.

Stessa cosa con Baragiola: come spiegano eminenti giuristi, per la legge svizzera lo svizzero Baragiola (di madre elvetica) ha già scontato la sua pena. Per quanto riguarda la condanna per omicidio e per il rapimento Moro, L’avvocato Paolo Bernasconi, dichiara:

“Il procedimento su quel caso viene archiviato dalle autorità elvetiche. «Il filone Moro non è mai stato trattato dalla Svizzera», ricorda Bernasconi. E questo perché, documenti alla mano, l’Italia non chiese mai alla Svizzera di rifare il processo a Lojacono Baragiola in merito a quella vicenda.”

Lo sostiene in questa tesi, su LiberaTv, l’avvocato Renzo Galfetti, penalista:

“L’estradizione non è ammessa a meno che il cittadino svizzero accusato dalla giustizia di un Paese terzo accetti di essere giudicato da un tribunale del medesimo Paese. Per contro, la Svizzera può assumere il procedimento penale avviato in un paese terzo nei confronti di un proprio cittadino”

Ergo, per quanto Quadri si accalori, Baragiola non sarà mai estradato dalla Svizzera. Il biondo codino giustizialista si faccia venire il dubbio che se Baragiola è ancora qui dopo anni, vuol, dire che non è estradabile, bastava chiedere. Ma se chiedevi non potevi tirare in piedi un polverone sul niente per farti pubblicità

Quadri, probabilmente, voleva fare bella figura con l’amico Salvini come Jair Bolsonaro, e presentarsi anche lui vestito da poliziotto col regalino del terrorista rosso da posare ai piedi del grande leader legaiolo.

Alla fine ci rimangono le solite sparate senza senso, senza seguito, senza nessun vantaggio per i ticinesi. Quadri, quand’è che cominci a guadagnarti i 230’000 franchi dei contribuenti che ricevi ogni anno?

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