La falsa generosità di Blocher

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Alain Bühler fa da megafono al suo capoccia, il miliardario Blocher, uno dei dieci uomini più ricchi della Svizzera. Il tribuno zurighese, quello che fa ballare la Lega alla sua musica, vara un’iniziativa affascinante, che sentiamo raccontare dallo stesso Bühler.

“Christoph Blocher disposto a farsi carico della multa se la giovane svizzera, che si è difesa da una molestia rompendo il naso all’aggressore a Capodanno a Vienna, venisse condannata per lesioni in Austria. Ovviamente, si spera che non ci siano né incriminazioni né condanne da parte della giustizia austriaca…”

Commovente quanto gli UDC siano attenti alle donne, e ai loro diritti. Silenzio totale solitamente, ma se una rompe un naso al suo aggressore, e se questo aggressore è straniero, allora si parte in tromba. Mai abbiamo sentito gli UDC occuparsi di violenza sulle donne o preoccuparsi quando ad aggredire sono degli svizzeri.

Ma in fondo ci starebbe anche, no? Un partito xenofobo reagisce solo quando ci sono di mezzo stranieri, fa parte del gioco. Fa invece un po’ più schifo vedere quando è la stessa UDC ad avere atteggiamenti vergognosi e che superano la decenza. Come nell’increscioso caso della consigliera nazionale UDC Céline Amaudruz, aggredita dai compagni di partito solo perché aveva denunciato delle molestie sessuali in parlamento (leggi qui)

O quando i giovani UDC bernesi avevano scritto della presidente della JUSO : “…non staremo a vedere una grassa, arrogante, nana, stupida vacca ferire valori nazionali come la neutralità.” (leggi qui)

In quei frangenti nessun Blocher si era mosso, gli UDC granitici, saldi come il massiccio del San Gottardo nella loro maschitudine, non fecero una piega. Ora, che sia Bühler a venderci sta cavolata, uno che milita nel partito più bigotto e misogino in Svizzera, ci fa veramente venire il latte alle ginocchia. Lo aspettiamo al varco, sperando di sbagliarci, alla prossima iniziativa o manifestazione sui diritti delle donne, sicuri però che vedere lui o Blocher sarà come scorgere una giraffa sull’Alpe di Piora.

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