La truffa del finto jihadista

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Ma la vastità dell’imbecillità umana? Qualcuno di voi me la sa quantificare? C’è chi dice che volendo uno può cavalcare per settimane senza vederne la fine. C’è chi invece afferma di avere le prove che sia in espansione proprio come l’universo. Giuro. Comunque se ne sentono così tante in proposito. L’ultima che ho letto e mi ha davvero fatto ribaltare dalla sedia è successa a Giugliano, in provincia di Napoli.

Tre carabinieri, per fare bella figura con i loro superiori ed essere così promossi, hanno deciso di mettere in piedi uno di quei teatrini che nemmeno la famiglia De Filippo o Mario Merola. Tre geni del male che, per ottenere un encomio da parte dell’Arma, si sono messi in testa di montare una di quelle sceneggiate da premio Oscar assicurato.

In pratica hanno cercato d’incastrare un ignaro migrante ghanese accusandolo di essere un pericoloso terrorista. Il tutto con tanto di armi e prove costruite ad arte per fregarlo. L’arresto vero, basato su prove inesistenti, è avvenuto qualche giorno fa. Il malcapitato, un bracciante agricolo, si è visto blindare all’improvviso perché colpevole di essere un pericoloso militante della jihad. Colto addirittura con le mani, o meglio, le armi nel sacco, nascoste in uno sgabuzzino di casa.

Peccato solo che se sei imbecille, imbecille rimani. Già. E quindi com’è possibile che due marescialli e un appuntato non siano stati creduti? Semplice. Di sospetti, sui tre, già ce n’erano. E parecchi. Visto che di scemenze di questo genere ne avevano già architettate altre, al punto da essere tre osservati speciali. Da tempo sotto la lente della magistratura.

Così, invece di farla franca sono finiti gambe all’aria. Un po’ come quei cugini, due Nobel, che per truffare l’assicurazione e riscuotere il premio si decidono a fare testa o croce su chi dei due mozza un piede all’altro con la motosega. Tanto cosa vuoi che sia se poi ti ritrovi coi milioni in tasca? Vi lascio solo immaginare com’è andata a finire tutta la faccenda. Esatto. Con uno dei due a chiamare in lacrime l’ambulanza e l’alto a morire in un lago di sangue con un’arteria recisa.

Nella vicenda dei tre ufficiali, ciò che però ci lascia allibiti, è l’aver tirato in ballo il primo migrante, meglio ancora se di colore, che è loro capitato a tiro. Perché, si sa, i lupi mica si scannano tra di loro se hanno un gregge d’inermi pecorelle a tiro. Perciò, per favore, basta con la storiellina che i migranti sono lupi vestiti da pecore. La realtà è ben altra. Nella grande fattoria degli animali che è la nostra società, sempre più spesso, girano somari convinti di essere volpi. Volpi che prima o poi faranno la fine del sorcio. A Giugliano come ovunque. Basta solo aprire un giornale alle pagine di cronaca e scoprire dove.

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