Le alleanze estreme di Luigi Di Maio

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La corsa alle alleanze politiche tra i partiti del Vecchio Continente è iniziata: il prossimo maggio i cittadini dell’UE saranno chiamati alle urne per rinnovare i membri del Parlamento Europeo.

Il walzer di accordi impegna anche il Movimento Cinque Stelle, il cui leader Luigi di Maio è apparso recentemente preoccupato dalla perdita di una parte di elettorato e dalla conseguente crescita di consensi della Lega di Matteo Salvini. Attribuendo la defezione ad una erronea percezione pubblica del Movimento come “troppo di sinistra”, Di Maio è corso ai ripari e, per le europee, ha deciso di virare decisamente a destra.

Dopo aver teso la mano ai gilet gialli francesi, invito prontamente rispedito al mittente, Di Maio ha trovato dei partner europei alquanto discutibili con i quali firmerà il manifesto elettorale nel mese di febbraio. Si tratta dei polacchi Kukiz ’15, dei croati Živi zid e dei finlandesi di Liike Nyt. Questi partiti hanno in comune il fatto di essere composti essenzialmente da giovani, di essere piuttosto euroscettici e di essere fervidi sostenitori della democrazia diretta. Le similitudini con i Cinque Stelle, però, finiscono qui. O almeno si spera. Infatti, ad un’analisi più approfondita, i tre partiti sono un mix di idee estremiste piuttosto esplosive.

I polacchi del Kukiz ’15 sono guidati da Pawel Kukiz, ex cantante punk rock e, come i Cinque Stelle, credono fortemente nel superamento della partitocrazia e nella democrazia diretta. Terza forza politica in Polonia con il 21% dei voti alle ultime elezioni, hanno però forti idee nazionaliste, sono contrari all’aborto e ai diritti degli omosessuali. In un Paese in cui attualmente i conservatori la fanno da padrone con virate sovraniste, in cui non è stato legalizzato l’aborto nemmeno dopo la grandiosa protesta femminile di piazza Czarny Protest, e nel quale gli omosessuali sono ancora discriminati, le idee di Kukiz ’15, ancora più estreme, fanno paura.

I croati Zivi Zid, espressione che in italiano può essere tradotto come “scudo umano”, sono nati nel 2011 come movimento di protesta contro i pignoramenti. I loro esponenti protestavano occupando le case pignorate e si opponevano alla polizia formando un vero e proprio scudo umano. Oggi il partito è guidato dall’ingegnere ventottenne Ivan Vilibor Sinčić ed ha posizioni euroscettiche e sovraniste. E’ infatti contrario all’ingresso della Croazia nell’Eurozona e all’adozione dell’euro, si oppone alla corruzione e alla Ttip ed è ambientalista. Il partito croato propende anche per l’uscita del Paese dalla Nato e per una revisione dei poteri della Corte Costituzionale.

Infine il partito finlandese Liike Nyd, che esiste da appena nove mesi, guidato da Karoliina Kahonen, è neo liberista e si ispira al modello della piattaforma Rousseau. Gli scandinavi vogliono infatti creare un nuovo modo di fare politica, realizzando una piattaforma virtuale dove i cittadini possano discutere le decisioni da prendere, di fatto superando i partiti politici e, volendo essere catastrofisti, il Parlamento stesso.

Dall’analisi di queste tre forze europee, sembrerebbe che il Movimento Cinque Stelle, in nome dei suoi valori fondanti ossia della democrazia diretta, del superamento del partitismo e del riformismo dell’UE, cerchi qualsiasi alleato che condivida anche marginalmente i suoi ideali e sia per questo disposto a chiudere un occhio sui diritti umani e sul nazionalismo estremo che spesso si basa su razzismo e intolleranza.

Al contrario, se così non fosse, si potrebbe supporre che i Cinque Stelle abbraccino davvero queste politiche estremiste e che abbiano in comune con Kukiz ’15, Zivi Zid e Liike Nyd più che l’amore per la democrazia diretta. Di Maio ha forse gettato finalmente la maschera?

A dopo le elezioni Europee l’ardua sentenza.

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