Lino Banfi era destinato all’UNICEF?

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Lino Banfi doveva andare all’UNESCO o all’UNICEF? La notizia del possibile equivoco si fa pressante, ed è stata ripresa anche dall’”alleata” Giorgia Meloni, cahe a un suo comizio, tra le risate generali, ha riportato la cosa.

“Dai, è una presa in giro, vero?” Questo è quello che ci chiederemmo in un Paese normale con un governo perlomeno decoroso. La cosa preoccupante è, con quello che è successo nei mesi passati nel governo pentastellato, che il tarlo del dubbio rode in profondità.

Cioè, siamo talmente abituati alle gaffes e ai ripensamenti, che non riteniamo più nemmeno così assurdo che Di Maio, come dicono in molti, abbia confuso le cose e abbia designato Banfi, che in effetti sembrava lui stesso perplesso alla conferenza stampa, all’UNESCO piuttosto che all’UNICEF.

Era sembrata infatti strana ai più la tirata sui nonni fatta dal neo commissario all’organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. Un discorsetto sull’immenso valore dei nonni nella vita dei nipotini che mal si attagliava al gremio internazionale che si occupa, appunto di beni culturali, arte e scienza.

D’altronde dopo le continue sparate assurde di Di Maio, Toninelli o dei senatori Cinque Stelle, il cui carnet è pieno di sviste e assurdità non da poco, nulla è impossibile.

La cosa tragica è che se ora Di Maio non vuole perdere la faccia, è costretto a mandare all’UNESCO il povero Nonno Libero, alias Lino Banfi, che già in passato aveva avuto collaborazioni con l’UNICEF proprio in funzione della sua veste di personaggio amato dalle famiglie come Nonno Libero nella serie TV “Un medico in famiglia”.

Siamo certi che l’eclettico attore pugliese saprà adattarsi, peccato per l’apporto che avrebbe potuto dare a un’organizzazione che invece di beni culturali si occupava di bambini. Aspetta… ora però chi andrà all’UNICEF?

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