Lojacono: insegniamo a Quadri come funziona

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A Lorenzino Lollipop Quadri non sarà parso vero di trovare un nuovo argomento su cui poter berciare con la sua vocina da vecchia strega dei cartoon. Il nuovo argomento si chiama Alvaro (Lojacono) Baragiola, l’ex terrorista che il leghista vorrebbe spedire in dono al suo compagno di merende Salvini, vice premier della sino a ieri tanto vituperata Fallitalia. 

Come sempre, però, Lollipop Quadri spara un mix di cazzate e di balle che stavolta gli si ritorcono contro. 

E allora ricordiamo un paio di cose. Non a lui di certo (che se ne strafotte della realtà dei fatti) ma alle nostre lettrici e ai nostri lettori, molto più intelligenti e intellettualmente onesti di lui.

  1. Alvaro Baragiola è cittadino svizzero. Non di quelli “rigommati” come ad esempio il fu Pantani mentore del giovane Lollipop. No, Baragiola è figlio di madre ticinese doc (un po’ come Boris Bignasca figlio di padre ticinese doc), già proprietaria della storica tenuta malcantonese dove più di un secolo fa fu impiantato il primo vitigno di Merlot, divenuto poi uno dei simboli della ticinesitudine.
  2. Il sovrano diritto svizzero (quello che Lollipop e accoliti avrebbero voluto imporre al mondo intero) protegge i suoi figli svizzeri. Soprattutto in situazioni in cui i suoi figli vengono perseguiti per reati o leggi che il sovrano diritto svizzero non riconosce (in questo caso banda armata e leggi premiali, ma nel settore finanziario vale per l’associazione a delinquere quando i nostri fiduciari riciclano i soldi della mafia). Quindi il sovrano diritto svizzero dice agli inquirenti stranieri: “ci penso io”. In genere si fa la propria inchiesta, il proprio processo, le proprie condanne e le proprie incarcerazioni. Esattamente quello che è successo ad Alvaro Baragiola per l’omicidio Tartaglione. Il sovrano diritto svizzero ha processato e condannato un suo figlio. Punto a capo. Baragiola per quel delitto il suo conto con la giustizia lo ha pagato.
  3. Ora resta la coda del processo Moro. Anche qui il sovrano diritto svizzero si impone. A differenza della giustizia degli amici italiani di Lollipop, il sovrano diritto svizzero adotta il principio dell’accumulazione. Commetti nel tempo tutta una serie di reati simili? Il sovrano diritto svizzero ne fa un pacchetto e ti processa per l’insieme del pacchetto. Non ti infligge mille pene diverse per reati simili. Allo stesso modo non ti rifila venti ergastoli cumulativi. È il sovrano diritto svizzero che lo decide. Mica mia zia Adele.
  4. Ergo, per la coda del processo Moro, Baragiola non si prenderebbe un altro ergastolo. Massimo i pochi mesi che mancherebbero rispetto alla prima sentenza che fu ridotta in appello.
  5. A questo punto la sovrana giustizia svizzera ha solo due opzioni. O mette in piedi un circo pazzesco (e praticamente impossibile a così tanti anni di distanza) per rifare integralmente in casa tutto il processo Moro e infliggere qualche mese di carcere a Baragiola, oppure cerca di applicare l’exequatur. E cioè: cara giustizia italiana, io prendo per buona la tua sentenza, tu chiedimi solo di eseguirla. Ma secondo i principi del mio sovrano diritto.
  6. E allora Lollipop invece di berciare, chiedi ai tuoi amici sovranisti di rispettare il sovrano diritto del sovrano popolo svizzero. Che ci chiedano di eseguire la loro condanna. Punto a capo.
  7. Ma cazzo, non avevi studiato diritto tu, Lollipop? Altri anni buttati nel cesso.

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