Marco Bazzi è impazzito?

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Leggiamo da un post su Facebook, scritto dal direttore di LiberaTv, una dichiarazione al vetriolo e decisamente sopra le righe nei confronti della polizia e della sezione della circolazione:

“Togliete le pistole radar ai poliziotti. Togliete l’autorizzazione a esercitare alla medica del traffico di Chiasso. Togliete gli ayatollah dalla sezione della circolazione. Togliete le polizie inutili e costose che inquinano l’ambiente e rompono i coglioni. La polizia deve difendere i cittadini dai delinquenti e basta.”

Che dire, si resta basiti di fronte ad una dichiarazione del genere da parte di un giornalista . Non tanto per la virulenza, ormai siamo abituati a ben peggio, ma quanto per la pochezza intrinseca in queste parole. Ricordiamo infatti che solo recentemente un paio di frontalieri erano stati licenziati (leggi qui), proprio per avere espresso insulti nei confronti della polizia in merito a delle multe.

Ma la cosa grave, detto poi da una persona che non è proprio l’ultimo stupido in circolazione, è la leggerezza con cui si affronta il tema, con un piglio da leghista della prima ora, di quelli che si fregavano i radar, per capirci. Per Bazzi, se si guida ubriachi o si superano i limiti non si è criminali, tanto non succede niente, no? La solita tiritera. E cosa diciamo del ticinese preso a Como qualche giorno fa a 230chilometri orari? È una bazzeccola? Brutta polizia cattiva che lo ha preso? E i morti? Cosa dici ai morti delle strade, Bazzi, quelli investiti da pirati che erano ciucchi come campane o che gasavano per fare i fighi?

L’impressione è che il buon Bazzi abbia proprio preso un radar e abbia sbroccato come la frontaliera qualche mese fa. Continuare ad attaccare così le forze dell’ordine in un ambito dove davvero fanno solo il loro dovere è ingiusto e puerile. Le leggi le abbiamo fatte e votate noi. Se gli svizzeri ritengono di avere un codice della strada è per tutelarsi proprio dagli imbecilli di cui sopra. Per cui ben vengano radar e controlli se riescono a salvare anche solo una vita.

Avevamo perlato recentemente della questione legata al medico del traffico (leggi qui) in merito alle lagne di due autisti ai quali era stata tolta la patente. La crociata in questione, supportata dai portalini online come quello di Bazzi e dalla Lega, coalizzati contro nemici immaginari, sta creando un clima di astio proprio nei confronti di quella polizia che poi si difende a spada tratta quando si parla di altre cose.

Bazzi dovrebbe vergognarsi, perlomeno se pensiamo alle vittime della strada (proprio l’altro giorno una sessantasettenne è stata uccisa ad Arbedo) e ai loro parenti. Ricordiamo quanto scritto a GAS dal fratello di Andrea Tamborini, ucciso l’anno scorso proprio da un pirata della strada alla nostra collaboratrice Nicoletta Barazzoni. Parole toccanti che dovrebbero sempre farci ricordare che quelle che noi trattiamo come bagatelle, per altri sono la morte e il dolore:

“Gentile signora Barazzoni, sono Cesare Tamborini il fratello di Andrea; voglio personalmente ringraziarLa per l’articolo da Lei scritto riguardo l’immane tragedia occorsa. Il Suo è un articolo che mi ha commosso, profondamente commosso perchè rispecchia completamente quello che era l’animo di mio fratello: un pensiero d’amore. Andrea era una persona amorevole a cui non si poteva non voler bene; mi creda che non ho mai visto mio fratello arrabbiato in vita sua. Il suo carattere era questo; ed è per questo che tante persone, anche coloro che non lo avevano mai conosciuto di persona, stanno piangendo la sua morte. Anche chi solamente ha saputo della tragica notizia senza viverla di persona ha subito preso a cuore la persona di mio fratello. Ho scritto “preso a cuore” perché Andrea si faceva amare, entrava nel cuore di tutti. Ad alcuni dei miei amici, appresa la notizia, ho detto: “Andrea era amato dal mondo perché Andrea amava il mondo”. Se mi permette vorrei attualizzare quanto sopra in “Andrea è amato dal mondo perché Andrea ama il mondo”. In questi terribili giorni seguenti la tragedia ho pensato molte volte a quali pensieri possa avere mio fratello; tutte le volte che mi sono fatto la domanda ho avuto sempre la medesima risposta: un pensiero d’amore. Andrea non riusciva a provare astio, rabbia o qualsiasi forma di rancore; e sono sicuro che anche oggi non provi nessun sentimento di rabbia verso nessuno.

Cordiali saluti Cesare Tamborini”

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