Mare Morto in Ticino

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Sono migliaia le persone morte in questi anni nel Mediterraneo. Non sapremo mai quante, né i loro nomi. Oggi uno su 6 non arriva a vedere la spiaggia ma solo l’acqua che gli gorgoglia in gola.

“Mare Morto” è un coraggioso testo teatrale messo in scena dall’Officina Teatro, per la regia di Simone Gandolfo, con Mirko d’Urso.

“Mare Morto” è un imperdibile urlo di rabbia e disperazione in un mondo che sembra avere anestetizzato ogni tipo di umana pietà. Scrive lo stesso Gandolfo raccontando la sua pièce:

“Questa è la storia di chi, nonostante non abbia nulla, ha la cosa più importante che serve per sopravvivere: ovvero un’incrollabile fede nel futuro e nell’amore.  
L’autunno del 2017 l’ho passato in mezzo al Mar Mediterraneo, su una Nave della Guardia Costiera Italiana;  stavo realizzando una serie Tv documentaria sui salvataggi dei migranti. Sono stati mesi in cui ho visto con i miei occhi e sentito con la mia carne ciò di cui veramente non si può fare a meno: l’amore.  
Paradossalmente i racconti di chi ha subito le peggiori sevizie nelle carceri libiche, sono racconti pieni di amore per la vita e di gratitudine e speranza verso il futuro. Per questo ho deciso di scrivere questa “favola” perché il senso delle favole è proprio quello di ricordare alla parte più pura di noi cosa sia il Bene e cosa il Male.

In questi tempi in cui il modello liberale delle grandi democrazie occidentali, il nostro modello sta crollando sempre più veloce, a mio avviso, è indispensabile tornare alla domanda primordiale: che cosa vuol dire essere umani? 
Mare morto pone degli interrogativi in tal senso e cerca di dare anche qualche risposta. 
L’impianto scenico è quello che si sposa bene con il più classico degli inizi: “C’era una volta…” 

Sì, perché Malik, il protagonista della storia, ha un’esigenza precisa: salvare la vita di sua figlia, o almeno quella che lui ha deciso essere tale, perché non è mai una questione di sangue ma sempre di scelte. 
In un tempo sospeso, in un luogo sospeso, proprio come nelle favole, ognuno sarà Malik e ognuno potrà decidere quanto essere Bene e quanto Male.”

Da non perdere, al Teatro Foce, l’1 e il 2 febbraio alle 20.30 e il 3 febbraio alle 16.00. Noi che guardiamo abbiamo gli occhi per capire. Facciamo tesoro di queste storie e raccontiamole a chi gli occhi li ha chiusi da troppo tempo.

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