Menzogne sul Fiore di Pietra

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Tre lingue più l’italiano chiedeva il megadirettore Brügger della Monte Generoso. Li chiedeva al personale di cucina. Ha 53 anni il cuoco che sui media dà voce al suo disagio, pur sapendo di rischiare grosso esponendosi.

È infatti recente il seguito della ingarbugliata storia della Monte Generoso (leggi qui). Il sindacato OCST, che seguiva i lavoratori, si era lamentato perché erano state sentite solo le campane della direzione, la cui versione lasciava peraltro molti dubbi.

A molti sembrava strano infatti che tutti e 9 i dipendenti avessero rifiutato di intraprendere dei corsi di lingue o dei soggiorni all’estero per migliorarsi, come dichiarato appunto dalla direzione

È infatti il cuoco cinquantatreenne a dichiarare in merito ai presunti corsi: “…Sarei stato ben felice di frequentarli, era un miglioramento professionale e personale”. Invece è arrivato il licenziamento, ovviamente senza nessuna motivazione.

Le motivazioni fantasiose sono arrivate solo dopo, quando la stampa ha cominciato ad occuparsi della cosa e quando la pressione popolare, grazie anche ai social, ha cominciato a farsi sentire.

Secondo la tesi del cuoco, i licenziamenti sono da imputare a un calo di presenze nella struttura che rasenterebbe il 50%, dunque nulla a che fare con le lingue, non si capisce infatti perché una donna delle pulizie o un cuoco debbano, in vetta al Monte Generoso, saper parlare quattro lingue con dei certificati che di solito si rilasciano a fine liceo. (leggi qui)

Un altro dipendente conferma la versione del cuoco:

“Ci è stato detto che era per i costi, che c’erano delle perdite e che dovevano fare qualcosa. Il servizio, per i prossimi 4 anni, sarà attivo, per salire in vetta, per soli 7 mesi all’anno. La direzione ha così pensato di operare i tagli al personale per contenere i costi, non per nostre carenze.”

Essere licenziati è brutto, ma si può capire. Il lavoro non c’è e addio fichi. Ciò che amareggia e fa sicuramente arrabbiare i dipendenti licenziati è la versione data dalla direzione ai media. Più coraggioso e onesto sarebbe stato dire: ci spiace davvero tanto, ma non abbiamo più possibilità di mantenere il personale. Questo però avrebbe rivelato a tutti i seri problemi che ha la Ferrovia Monte Generoso, che ha appena speso l’anno scorso ben 25 milioni di franchi per costruire l’architettonicamente dubbio Fiore di Pietra firmato Mario Botta.

Ora tutti saltano sul carro dei difensori dei licenziati, ma in precedenza, la pagina Ticinoresidenti, con forti legami con Lega e UDC, aveva tessuto le lodi del direttore Brügger:

“Abbiamo avuto modo di conoscere Lorenz Brugger ed è doveroso specificare che ha un curriculum di tutto rispetto con importanti eseperienze di marketing in grandi aziende e testate di media nazionali rinomate, sempre in cerca di una sfide e, sfida dopo sfida, è approdato il 1 agosto 2018 alla direzione della Ferrovia Monte Generoso (…) Al suo arrivo, il Direttor Brugger ha comunicato trasparentemente a tutti i dipendenti che si sarebbe concesso tre mesi di osservazione e di raccolta di informazioni sull’operatività quotidiana…”

S’è poi visto a cosa hanno portato le osservazioni di Brügger. Ma anche l’esponente UDC Alain Bühler, con grande sensibilità, racconta ai suoi followers su Facebook:

“Una cosa però va detta, i 3 residenti lasciati a casa in questo guazzabugglio sono 3 DISOCCUPATI DI TROPPO!”

Certo, tre residenti; i sei frontalieri rimasti per strada (9 erano i licenziati) non avevano famiglie e sono un sacrificio risibile per quelli dell’UDC. Un modo di ragionare che non solo non fa onore, ma che ignora totalmente che i licenziamenti e i conseguenti casi di dumping salariale finiscono per colpire anche e soprattutto i ticinesi.

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