Quanto valgono i tuoi occhi?

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Oggi, un post del sindacato Unia racconta la storia di un ragazzo di Riviera con una malattia agli occhi che rischia di provocarne la cecità. Questa operazione, però, non viene coperta dalla cassa malati, che per assurdo invece, ne coprirebbe una più invasiva e pericolosa in seguito, nel caso il decorso della malattia si facesse più serio.

Siamo di fronte di nuovo all’assurdo, come a luglio di quest’anno, quando mezzo Ticino si era mobilitato per il caso di un bambino malato di cancro a cui la cassa malati non pagava le cure (leggi qui). Allora riportavamo una dichiarazione di Fabrizio Sirica, attualmente candidato al Consiglio di Stato e sindacalista Unia:

“Oggi più che mai occorre avere il coraggio di denunciare e correggere questi malfunzionamenti, al posto di scaricare sulla collettività le responsabilità di avide casse malati. Analizzando con onestà la situazione risulta chiaro come il problema di fondo sia che le casse malati private hanno a cuore solo il loro profitto, così come i manager hanno in mente solo di diminuire le uscite e aumentare le entrate, in modo da ricevere i loro pazzeschi bonus.”

Oggi Unia, appunto, denuncia un altro caso, riportiamo dal post sulla pagina del sindacato:

“Vogliamo parlare di Paolo (nome di fantasia). Paolo abita nel comune di Riviera, è un impiegato di commercio diplomato da poco, una vita davanti, la voglia di incominciare una nuova fase della sua vita. Paolo però ha una malattia degenerativa della cornea a entrambi gli occhi.

3000 franchi l’uno valgono i suoi occhi, neanche tanto. Questo è il costo dell’operazione per curare la sua malattia. Ne opera uno Paolo, per scoprire che questo intervento non è coperto dalla cassa malati perché non contemplata nella relativa ordinanza federale.

Sapete cosa è assurdo? Che Paolo, se non curato, rischia di dover fare un’operazione molto più seria e rischiosa tra qualche anno, Questa sì coperta dalla cassa malati. (…)Paolo non ha i soldi per pagarsi l’operazione anche all’occhio rimasto e rischia di andare verso un’ulteriore perdita di capacità visiva.

Il sindacato UNIA è intervenuto per chiedere di riesaminare il caso e di avere una nuova decisione, ma dalla cassa malati non ha nemmeno ricevuto risposta, poi non si capisce perché un’operazione riconosciuta da vari enti assicurativi esteri, non sia invece accettata in Svizzera.

Come sindacato, denunciamo ancora una volta, e non ci stancheremo mai, un sistema dove sono altri a decidere della nostra salute, dopo che abbiamo pagato il dovuto…”

Come nel caso del bambino malato, auspichiamo che la politica si mobiliti soprattutto per tappare queste vistose falle del sistema, un sistema che penalizza sempre i più deboli e che non lascia spazio, come citato nel post, all’umanità.

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