Rueckert bacchetta Quadri

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Fa ridere che sia la stessa Amanda Rueckert a dire al suo consigliere nazionale Lorenzo Quadri che gli articoli vanno letti bene prima di commentarli. Amanda Rueckert, dimostrando coraggio e lucidità, affronta un tema spinoso, soprattutto tra i ranghi dell’estrema destra, e cioè i linciaggi mediatici e social creati ad arte senza reali basi di riscontro.

Ci riferiamo al caso della famigerata presunta vessazione nei confronti di cinque ragazzini che erano venuti a scuola con la camicia con le edelweiss tipica di contadini svizzeri e diventata per l’UDC simbolo di patriottismo. Un fatto poi smentito in quanto i ragazzi erano stati ripresi perché il dress code della scuola prevedeva capi scuri. Il fattaccio, o diciamo pure la quisquilia, pistonata dal Blick e ripresa dai soliti portalini compiacenti protoleghisti, aveva avuto eco anche in un post di Lorenzo Quadri:

“Prosegue il lavaggio del cervello dei giovani all’insegna del multikulti, delle frontiere spalancate e soprattutto della negazione delle proprie origini! 
Adesso indossare con orgoglio un simbolo nazionale viene spacciato per reato o, nella migliore delle ipotesi, per atto disdicevole da qualche docente o dirigente scolastico indottrinato. Ma siamo andati fuori di melone? E questi sarebbero degli “educatori”?
Si vede che ai vertici di certe scuole occorre procedere ad un bel repulisti.”

Non dobbiamo nemmeno chinarci sull’idiozia di quanto scritto da Quadri, e ricordiamo, quando parla di repulisti ai vertici della scuola, che a Lugano è proprio lui a capo del dicastero della scuola. È sufficiente per ridimensionarlo leggere quanto scritto dalla collega leghista Rueckert:

“Leggere dall’inizio alla fine e non solo i titoli! Lunga vita alla camicia contadina con gli Edelweiss, ma mi sembra che qui la situazione stia un po’ sfuggendo di mano. Ho cercato di leggere gli articoli apparsi sui vari media nazionali dall’inizio alla fine, ma non mi pare proprio che alla festa scolastica di Erlach sia stato impedito ai ragazzi di indossarla perché ritenuta razzista o xenofoba…. ma bensì perché era una festa a tema ed era stato concordato che il dresscode era “abiti scuri”. Premesso che a me le feste con codici di abbigliamento particolari non esaltano troppo e mi piace vestirmi come voglio io… ma non è questo il punto: prima di indignarci però dovremmo leggere le notizie fino in fondo. O mi sono persa qualcosa?”

Nessuna minaccia alle camicie con l’edelweiss dunque, e tantomeno dalla scuola che lui ormai ritiene in mano alla sinistra. Solo un furbo modo di alimentare faide razziste dove non esiste un bel nulla. Che sia la stessa leghista Rueckert a dover farlo notare è veramente vergognoso.

Se la tattica di Quadri per le elezioni è questa, c’è da mettersi a piangere. Che faccia piuttosto qualcosa di tangibile per i ticinesi al posto di continuare a berciare come un razzistello adolescente di provincia in preda a una crisi ormonale.

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