Storia di un vibratore

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Che sia un bell’oggetto è fuor di dubbio. Puro piacere design, vuoi mettere? Uno di quegli oggetti che se ne parli alle cene tra amici, azzardando che te lo sei appena comperato, esci di lì che sei una guru fashion che la Ferragni impallidisce.

È un vibratore grigio, con una parte dorata, non vi dico quale. Si chiama “Osé”. Le foto che circolano in questi giorni lo ritraggono appoggiato sulle mani aperte di una donna. E visto così sembra quasi una conchiglia marina: meraviglia! La notizia è che questo vibratore aveva ricevuto un prestigioso riconoscimento: il premio per l’innovazione tecnologica e il design della Consumer Technology Association, assegnato durante la fiera internazionale dell’elettronica di Las Vegas.

Qualcuno però si è reso conto che dare un premio a un vibratore forse non andava bene e allora il premio il vibratore non l’ha ricevuto più. Apriti cielo. La notizia rimbalza e rimbalza, e il vibratore grigio fa il giro del web. Che poi me lo vedo io il brainstorming per decidere il colore del vibratore: “ragazze, ragazzi, avete delle idee?” E tutti lì a pensare che dovrebbe essere rosa il vibratore, ma rosa è banale, non fa tendenza. E allora? Verde? No, verde no, fa impressione. Azzurro: non se ne parla, troppo connotato bambino. Marrone? Uuuu, noooo, marrone no, riferimento etnico evidente, e pure razzista. E allora lo hanno fatto grigio.

Poi lo hanno presentato all’Innovation Award di Las Vegas. Ed ecco l’estasi dei membri della giuria: che bello, particolare, meraviglioso, bla bla bla. Nessuno che osi dire il contrario. Avete in mente la favola dei vestiti nuovi dell’Imperatore? Tutti facevano finta che l’Imperatore aveva degli splendidi vestiti nuovi; invece era nudo. Ma non si poteva dire, per non sembrare degli stolti che non vedono il bello. Alla fine tra la folla la voce di un bimbo aveva detto la grande verità: “l’Imperatore è nudo”.

Ecco, io me la immagino più o meno così la scena del vibratore al cospetto dei giurati del premio: tutti lì ad elogiare l’oggetto, commentando con enfasi forma e colore, senza osare chiedere che cavolo di roba era. Poi alla fine uno alza la manina e dice: “ma ragazzi, questo è un vibratore!” “No, dai! Non può essere un vibratore. È grigio!” Imbarazzo. Scandalo. Mannaggia, il premio glielo abbiamo già dato. Marcia indietro. Niente premio. Ok, non è andata così ovviamente. Il riconoscimento è stato assegnato e poi revocato in tutta fretta.

Sulle motivazioni della marcia indietro c’è un po’ di confusione: in un primo tempo sono state evocate ragioni morali (il regolamento vieta le oscenità…); poi è stato detto che l’oggetto non può essere premiato perché non rientra in nessuna delle categorie soggette al premio. Pensa un po’. Eppure se vai a dare un’occhiata alle categorie trovi davvero di tutto: stampanti 3D, oggetti fitness, videogiochi, accessori per il computer, droni, auricolari per il cellulare. C’è anche la categoria “Tecnologia per un mondo migliore”. In tutto ci sono 28 categorie. 28. Ma i vibratori non si sa in che categoria metterli e allora niente premio. Strano. Anche perché in passato pare che altri oggetti di piacere, destinati ai maschi, siano stati presi in considerazione eccome per questo riconoscimento.

È andata così, fine della storia. Quella del premio però. Perchè sono certa che questo vibratore avrà presto la sua rivincita: sarà di sicuro l’oggetto più venduto del 2019. Quanto costi, per ora, non è dato sapere.

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