Ti tolgono la patente, colpa del medico?

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Ultimamente si parla molto del medico del traffico. Quello che, in poche parole, controlla quando sei stato beccato ciucco imbesuito o se sei atto alla guida. Negli attacchi UDC e leghisti diventa lui il colpevole e non chi beve al volante.

Secondo le demenziali teorie del Mattino della Domenica, il medico in questione sarebbe stato creato dalla “partitocrazia” per vessare gli automobilisti. A nessuno piace essere beccato con le mani nel sacco, e ognuno di noi ha l’erronea certezza di subire un sopruso. “andavo solo a venti chilometri più del limite, “avevo bevuto solo due bicchieri”. “…mi ero distratto un attimo perché avevo sonno.”

Però, guarda te che sfiga, ci hanno beccati. Anche in un recente articolo di TIO, che va dietro a ruota al fogliaccio leghista, troviamo le lacrimevoli storie di due autisti che oltre alle multe hanno perso il posto di lavoro. Un’ingiustizia, di certo. In fondo il cattivo medico del traffico gli ha rovinato la vita. Uno dei due arriva a dire addirittura:

“È giusto che un ticinese, che si è sempre comportato bene, paghi fino a questo punto per un errore? Ho sbagliato e non l’ho mai negato. Ma non ho ucciso nessuno.”

Cioè, il fatto che tu sia ticinese cambia? Non hai ucciso nessuno? A me ‘ste cose fanno incazzare, ma tanto. Tu hai violato la legge, una legge che è chiara e non è stata creata per perseguitare poveri automobilisti innocenti, ma per salvare vite. Tant’è che il numero di decessi negli ultimi anni è diminuito sensibilmente.

Questi sono i soliti ragionamenti da sberle. Cosa significa “non ho ucciso nessuno”? Stesso discorso vale allora per una rapina “ho sparato ma per fortuna non ho colpito nessuno”. Ma diamo i numeri? (leggi qui)

Proprio di oggi è la notizia che, in zona Como, tre ticinesi sono stati pizzicati mentre per una volta andavano un po’ sveltino. Appena 231 chilometri l’ora per il più imbecille, neanche tanto.

Bolidi a parte, qui parliamo di persone che fanno gli autisti. Guidano dei mezzi per professione, che sia un camion o un bus la legge pretende, noi pretendiamo, che tu non beva al volante, che non rischi il ritiro della patente perche andavi a 80 chilometri l’ora su 50. Non sono quisquilie, dietro a comportamenti così “leggeri” ogni tanto c’è il morto. Ogni tanto succede, cari ragazzi, eh sì. Non siamo mica più bambini, che quando vengono riproverati perché tiravano sassi a dei coetanei rispondono: “ma non l’ho nemmeno colpito!”

Inutile piangere quando ti hanno licenziato. Se lo hanno fatto è perché è venuto a mancare un rapporto di fiducia, e mi sembra anche ovvio. Se il discorso vale per i frontalieri che insultano gli svizzeri, a maggior ragione vale per chi per legge è ritenuto pericoloso al volante.

Se guidi non bevi. Nemmeno un bicchierino, e se lo fai trovi qualcuno che guidi al posto tuo, semplice.

Non è tollerabile un autista che supera i limiti fino al ritiro della patente o che beve al volante, come non è tollerabile che un poliziotto freghi monetine dai parchimetri. Se poi la figura del medico del traffico sarà statalizzata per ridurre i costi, come paventa Gobbi, ben venga, ma le leggi non cambieranno di una virgola, alla faccia degli automobilisti che si ritengono “vessati”.

Perciò certi articoli che fanno apparire le persone colpite da giuste sanzioni come martiri sono delle gran cavolate. Non lo dico io, lo dicono le famiglie di coloro che hanno perso qualcuno per la stupidità o l’incuria di altri. Altri che probabilmente dicevano: “tanto non succede niente”.

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