Turismo ticinese: un tema caro, Elia

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Turismo ticinese: un tema caro, Elia

(nel senso che ne tengo conto, nel senso che ne parlo volentieri, insomma un tema a me caro)

Porca paletta quella cima d’un Elia s’è convinto di diventare ministro! E per il PPD!

Che messa così fa già la figura di una barzelletta … ma gli hanno spiegato come è messo il partito? Lo sa che sta per essere inghiottito, che è finito, che ormai è perito?

Orca paletta, aveva i piedi al caldo l’Elia, dai, gli bastava una settimana di bel tempo per fare bella figura con la gente e sembrare intelligente e adesso con questa decisione ha messo in crisi tutto il Cantone. Si è creato un vuoto nel turismo cantonale, un buco nero che fa veramente male con i rischi concreti di un degrado totale o un’impennata futuristica bestiale. Torneremo agli zoccoletti, ai pon-pon, boccalini e mazza del maiale? O alla catapulta elasticizzata tra il Tamaro e la capitale? Ripiomberemo alle camelie al merlot e il formaggino? O avremo passerelle flottanti lungo tutto il fiume Ticino? Regrediremo ancora alla pergola, il nocino e il tavolo in granito? O costruiremo spiagge e lidi all’infinito?

Prima con l’Elia andava tutto bene, sorgeva il sole, poi tramontava, arrivava la luna e poi tornava il sole, con il bel tempo arrivavano i turisti e le ragazze, così si riempivano gli alberghi, i campeggi e le piazze; senza bisogno di progetti sorprendenti, sorrideva e calavano i venti, ma soprattutto non si arrabbiava mai con Locarno-Monti e finalmente anche loro per una volta sono sembrati meno tonti.

Elia criscpass! Il turismo perde un grande pubblicitario, un espertissimo ragazzo di marketing, un giovane senza pregiudizi nato con la camicia aperta e la cravatta improponibile. Elia criscpass! Ma chi te lo ha fatto fare? Che il turismo ti sembrava tagliato su misura, ci stavi bene in quel mondo finemente protoelitario, dai: qualche conferenza, un viaggetto-studio, tanti pranzi, molti aperitivi e gli inviti al festival del film, a mostre, prime, vernissages, aperture, TV talk, avvenimenti e finissages con aperitivi decorativi e sfiziose cenette; poi in ufficio a rispondere alle mail e farti portare la posta dalla segretaria con caffè e cornetto (scritto così sembra l’impiego ideale per il buon Schnellmann ma è già impegnato con la nuova spiaggia di Lugano).

Elia, avevi i talloni tiepidi e gli alluci umidi ma sei andato ad imbarcarti verso l’ignoto lanciato nelle nebbie oscure del potere e ai venti minacciosi del fallimento, ma caro figliuolo, ti rendi conto che un ministro ha solo due scelte? O lavori veramente o fai come il Beltra, ma siccome lo ha già fatto lui ti rimane solo la prima e probabilmente in altri consessi.

Per concludere, caro Elia, non dimenticarti del turismo ticinese … quando, se Dio vuole, sarai seduto a Bellinzona e farai ciao ciao con la manina dal binario 2 in direzione Göschenen.

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