Ghiringhelli e le preghiere dell’odio

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In Svizzera c’è la libertà di culto. Cosa vuol dire? Che la nostra democrazia permette, come in ogni Stato civile e democratico di questo mondo, a ognuno di professare il proprio credo.

Allo stesso modo, permette ad atei e agnostici di vivere tranquillamente senza dover per forza aderire a una confessione. Palese, logico.

E invece no.

La recente petizione portata avanti da Giorgio Ghiringhelli, voleva proibire ai cittadini di fede islamica di pregare in pubblico. Portata in parlamento la petizione medioevalista è stata affossata. Non perché i parlamentari ticinesi sino filo-musulmani, ma semplicemente perché negare un diritto del genere, di qualsiasi confessione, va a minare proprio le basi dello stato democratico svizzero. Perché oggi è Ghiringhelli con le preghiere islamiche, domani qualcun altro a cui darà fastidio il buddismo o il culto ebraico. E allora costruiremo una democrazia malata in cui delle “maggioranze” decidono per altri cosa è giusto o no. Inaccettabile.

In tutto questo astio antimusulmano primeggia l’UDC, che cavalca queste iniziative mettendoci del suo, usando i soliti mantra come fa la Lega. Veste cioè una sciocchezza del genere di significati negativi e orrorifici. La preghiera musulmana, diventa così, testuali parole “le preghiere dell’odio”. I musulmani tutti, anche quello che ti fa il caffè al bar, un’orda di invasori terroristi. La teoria di UDC e Lega è infatti che ogni musulmano, quando prega, lo fa per fomentare la jihad e l’odio nei confronti degli europei. Forse perché loro, quando e se pregano, chiedono a Signore nostro di cancellare un miliardo e ottocento milioni di musulmani dalla faccia della Terra.

Ribadiamo che qui non c’entra la fede, che è opinabile, come è opinabile l’influenza che a nostro parere hanno le religioni sulle persone, qui è proprio questione di diritti basilari, come quello all’educazione o alla casa.

In tutto questo triste pasticcio, ci scordiamo che persone di fede musulmana vivono con noi e tra noi, e che soffrono perché sempre additati in blocco come il nemico. Riportiamo le parole, a questo proposito, di Usman Baig, candidato dei Verdi:

“Quale cittadino di fede musulmana, ritengo che questa petizione sia un grave tentativo di minare la pace sociale nel nostro paese. La mia fede mi insegna la pace, il rispetto del prossimo e l’amore infinito nei confronti di ogni singolo elemento del nostro universo. Questa petizione creata ad arte per escludere una minoranza del nostro paese è un grave attacco ai nostri valori ed un rischio per l’intera società. Che mina la pace e fomenta l’odio.”

Parole sacrosante, l’islamofobia, peraltro dichiarata di Ghiringhelli, ha un pregio, ed è quello di continuare ad attizzare l’odio. Non saranno iniziative come questa a cambiare le cose, saranno l’integrazione, dei valori forti e libertari, sarà la tolleranza e la curiosità di capire. Anche perché, insistiamo, in un mondo globalizzato, i musulmani sono, che ci piaccia o no, nostri vicini.

Detto questo, se UDC e Lega facessero qualcosa di buono e costruttivo per il Ticino invece di inventarsi problemi inesistenti ogni due minuti, saremmo loro immensamente grati.

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