Gran Consiglio e fedine sporche

Da alcuni anni, i Gran Consiglieri hanno l’obbligo di rendere pubblico l’estratto del casellario giudiziale. Una buona cosa, che serve ai cittadini per sapere cosa e chi votano. Ci sono però anche cose poco pulite al di fuori delle fedine.

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Questa tornata elettorale, come quattro anni fa, ci presenta dieci (10) persone che hanno avuto guai con la giustizia negli ultimi tempi, anche perché reati minori, come quelli della circolazione o altri vengono di solito derubricati e cancellati dopo due anni se non c’è recidiva, ovvero se il reato non si ripete.

Quest’anno, dicevamo, 10 persone hanno la fedina penale “sporca”. Nove di loro hanno commesso reati legati alla circolazione, Non è bello, la linea di GAS è di tolleranza minima con chi guida pericolosamente o in stato di inettitudine. Più volte abbiamo detto che bisogna mettersi dalla parte delle vittime per potere capire quanto possa essere criminale un comportamento leggero ala guida. È altresì vero che nella vita una cosa del genere può capitare, la cosa importante è che non capiti più (si spera).

Tra i 9 mariuoli della circolazione troviamo un membro della “Lega Verde” (Il partito di Nussbaumer per capirci), Stefano Caligari; un Verde del Ticino, Andrea Stephani; un MPS POP, Oliviero Farinelli; un liberale, Mattia Bertoli; un PPD, Pietro Ghisletta; un PC-indipendenti, Amedeo Sartorio; un “Spazio ai Giovani” sempre di ispirazione PPD, Flavio Calaon e due UDC, Adriano Sala e Daniele Pinoja.

L’UDC la fa decisamente da padrone, visto che anche l’ultimo ad avere problemi con la legge è Stefano introzzi.

Introzzi però è l’unico i cui reati non sono relativi alla circolazione. L’Introzzi infatti è reo, leggiamo, di “ minaccia e coazione”. Se sulle minacce siamo in chiaro, forse un ripassino sul termine coazione va fatto: “Violenza morale o fisica fatta all’altrui volontà, in modo da togliere la libertà d’azione.” Insomma, non un bel biglietto da visita per il parlamento.

Stefano Introzzi è anche noto per aver creato con un altro candidato UDC, Pietro Righetti, una pagina Facebook che aveva sollevato numerose critiche. I due candidati, infatti, avevano fondato la pagina dandole un contenuto blando e generico legato al Ticino, con in copertina vedute di paesaggi nostrani, la pagina si dichiarava apertamente e reiteratamente “apolitica”, In questo modo aveva raccolto numerosi sostenitori. Col tempo però la pagina aveva aumentato i contenuti di destra e di tematiche legate all’UDC per poi sfociare poco tempo fa in una plateale pubblicità per l’UDC e i due candidati amministratori. Una cosa legalissima, per amor del cielo, molto discutibile però dal punto di vista etico, soprattutto se i due amministratori ancora oggi, ribadiscono,nonostante pubblicità e candidatura, la loro totale distanza dalla politica, Insomma, un vero specchietto per le allodole.

Ma scorrettezze a parte, ciò che lascia perplessi è che Introzzi stesso dichiara di essere stato per 15 anni frontaliere, per cinque residente e ora è svizzero. Come riesca a conciliare questi trascorsi col suo partito, che i frontalieri li raffigura come ratti di fogna è un mistero. Da parte nostra nessun pregiudizio, diverso è per il suo partito, che certamente gli avrà chiesto di avere un solo passaporto.

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