Ordine a Casapound? Un momento…

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Nasce da una proposta di sgombero fatta dal PD, ma che ha raccolto anche il consenso del Movimento 5Stelle, la costellazione variabile che ha portato il Comune di Roma a votare per lo sgombero di uno dei simboli dell’estrema destra italiana e capitolina. Uno sgombero motivato dal fatto che, da anni, Casapound occupa abusivamente uno stabile di via Napoleone III. Per la precisione esattamente da quindici anni a questa parte.

A quanto pare, questa situazione di palese e prolungata illegalità sta per terminare. La pacchia è finita anche per loro. Con buona pace del camerata Salvini che non ha di certo nascosto le sue simpatie per il movimento, ma che ha anche chiesto a più riprese e a gran voce il ripristino della legalità, senza se e senza ma, facendo della ruspa e degli sgomberi forzati uno dei suoi più vistosi fiori all’occhiello.

Nei rapporti non certo sereni tra il ministro leghista e la sindaca Virginia Raggi, quest’ultima si è fatta carico di sollecitare, presso il Ministero degli Interni, il prefetto e il questore di Roma, lo sgombero immediato del covo di fascistelli che della lotta al degrado e alla corruzione morale hanno fatto il loro credo. Salvo poi minacciare le forze dell’ordine, quando a ottobre dello scorso anno hanno cercato di ovviare proprio a questa situazione d’illegalità.

“Se entrate sarà un bagno di sangue” si erano sentiti rispondere i militari che si stavano apprestando a effettuare un sopralluogo nello stabile occupato. Certo, vederli sloggiare, poter assistere a uno sgombero in cui non sono il solito branco di poveracci che non hanno una casa a essere presi di mira, sarebbe bello. Sarebbe uno di quegli spettacoli capace di scaldarti il cuore. Ma, in fondo, già lo sappiamo che la giustizia non è che sia proprio di questo mondo.

Così, malgrado la città abbia espresso con fermezza la volontà di chiudere il capitolo Casapound esprimendo “l’esigenza di recuperare la disponibilità dell’immobile per poterlo destinare ad una più proficua utilizzazione”, ad aver raffreddato gli entusiasmi è stato, ancora una volta, il prezzemolino Salvini. Infatti, stando alle sue dichiarazioni, si comincerà “dalle situazioni più pericolose per instabilità delle strutture e dove ci sono richieste di sequestro giudiziario in corso”. Quindi, certamente, non da Casapound. Alla faccia della coerenza e per la serie: forte con i deboli e a braccetto con i fascisti sempre.

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