47 profughi e il principe Salvini

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Un altro stillicidio come quello della nave Diciotti ci ha costretti a vedere una pagina triste di Italia. I rifugiati della Sea Watch, costretti per settimane su una nave, hanno potuto finalmente mettere piede a terra al porto di Catania.

Il ministro Salvini incassa il plauso dei suoi, e l’Europa perde ancora una volta l’occasione di essere qualcosa di più che un’accozzaglia di Stati che sembrano farsi gli affari loro.

Parliamo alla fine di poche decine di persone che ora, come nel caso della Diciotti, saranno distribuiti tra vari Paesi: dieci di qua, sette di là, dodici lì…Lussemburgo, Germania, Francia. Manco ti accorgi di averli 6 profughi in più.

Un epilogo che ha del grottesco, perché queste persone pagano il prezzo di una presunta invasione che non c’è, anche perché i libici, bande irregolari di banditi, fanno bene il loro lavoro prezzolati dall’Italia. Domandiamoci infatti perché questa gente preferisce affogare piuttosto che tornare nei campi libici, dove viene venduta come schiava, torturata, picchiata e taglieggiata.

Famoso in queste ore il caso di Doro, uno dei profughi sulla Sea Watch. Doro, un gigante che aiuta sulla cucina della nave e la cui storia è stata raccontata da uno dei volontari: Doro, a cui è stata spaccata la faccia, ha perso un occhio, è stato torturato, pugnalato e venduto come schiavo.

Un uomo che ci commuove e che lascia sempre indifferenti “gli altri”, perché ormai nulla li smuove, anche i commenti sotto la sua storia sono sempre gli stessi, crudeli, aridi, senza remissione. Sembra che la pietà ormai non scalfisca più queste muraglie di odio gonfie e incapaci di capire. Che muoiano, che scompaiano, che si cancellino.

Gli arrivi sono sempre meno. La mortalità in mare, in seguito alle politiche di ostilità verso le ONG è raddoppiata e in alcuni casi quadruplicata. Ormai in mare muore una persona su sei, dalle ultime ststistiche. Salvini che finge empatia con questa gente ha fatto diventare il Mediterraneo un immenso muro d’acqua contro cui fucilare migliaia di persone.

“Missione compiuta! Problema risolto!” sbraita Salvini. 47 persone. 47. E l’Italia sempre lì immota, uguale nei suoi problemi e nella sua miseria, con l’illusione che quel guitto in divisa, il suo nuovo amante, la salvi portandola via su un cavallo bianco che non esiste.

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