Bandersnatch

Di

Se, come me, avete avuto a un certo punto un abbonamento a Netflix, magari condiviso con qualche amico, vi sarete inevitabilmente imbattuti nella serie “Black Mirror”, la raccolta di veri e propri brevi film ritraenti scenari e eventi ai limiti dell’onirico, con un’atmosfera che ricorda “Ai confini della realtà”. Personalmente sono rimasto davvero affascinato da episodi come “U.S.S. Callister”, che ritengo di altissimo livello anche per gli standard moderni, segnati da capolavori come “Game of Thrones”.

Tuttiavia, l’episodio “Bandersnatch”, è una di quelle opere che portano davvero a domandarsi quale sia il futuro dell’intrattenimento. Bandersnatch è infatti un film interattivo; durante la visione ci vengono presentate delle scelte, che avranno pesanti impatti sulla vita del protagonista, un ragazzo impegnato a sviluppare un videogioco d’avventura agli albori dei videogame su computer. Agli inizi sembra che il tutto si svolga come un normale gioco o libro a sentieri multipli, con conseguenze immediate. Ma presto, lo spettatore/giocatore si troverà a rendersi conto di non essere semplicemente un’attore esterno, ma vera e propria parte del film, quando iniziano a venir presentate scelte che suggeriscono al protagonista la nostra esistenza, ponendoci di fronte al dilemma secondo cui sia meglio lasciare che egli creda di essere precipitato nella follia o intervenire cercando di preservare la sua sanità mentale. In ogni caso, gli effetti sono sempre in grado di rivelarsi inattesi e sorprendenti.  

Una storia fatta di loop senza fine, scelte apparentemente obbligate, follia e vani tentativi di portare la storia a un lieto fine. Una storia che riesce nell’impossibile, ovvero rendere a tutti gli effetti lo spettatore una forza da riconoscere all’interno dell’opera e non un mero fruitore di una simpatica dimostrazione delle capacità dei nuovi media. È davvero difficile per me non dirvi di più, ma in questo caso più che mai, davvero non posso fare altro: l’unica cosa che posso dire è che spero che l’eredità di Bandersnatch non cada nell’oblio, perché se questo è il primo tentativo, i prossimi anni avranno contenuti elettrizzanti da portarci.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!