Beltraminelli il visconte dimezzato

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Beltraminelli messo all’angolo dal parlamento in merito al caso Argo1, si difende e si dice “perplesso” dalla richiesta del PS di dimezzargli il dipartimento. Non è più ormai una sensazione che il capo del DSS sia in seria difficoltà.

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Durante la sessione parlamentare che ha affrontato per l’ultima volta il caso Argo1, per cui ancora oggi non ci sono risposte, Beltraminelli si è visto circondato dall’ostilità e dall’indifferenza dei colleghi, unica tiepida difesa quella di pochi correligionari di partito e del capo del governo Zali, una difesa più per dovere che per convinzione.

Colpo di grazia la richiesta del Partito Socialista di dimezzargli il dipartimento, richiesta che era anche stata posta all’allora ministra socialista Pesenti, da cui era scaturita però una sollevazione popolare con migliaia di persone in piazza a Bellinzona. Difficilmente qualcuno scenderà in piazza per Paolo Beltraminelli, che anzi rischia di rimanere solo sul selciato delle Orsoline.

Argo1 a parte, chi prevedeva un governo fotocopia probabilmente si sbaglia. L’isolamento di Beltraminelli all’interno del suo partito si fa sempre più palese, e se non si vuole ascoltare la politica, non si può fare a meno di cogliere i segnali della base. Pare ad esempio, che gli ultimi aperitivi nel Luganese, zona di Beltraminelli, del candidato emergente De Rosa siano stati più frequentati rispetto a quelli del rivale. L’impressione che il partito si stia coagulando intorno al sindaco di Rivera non è ormai più un’impressione.

La puzza di cadavere, ci si permetta la pesante metafora, ormai aleggia sul Beltraleone morente, mentre le iene gli si apprestano attorno in attesa di un decesso che non sembra nemmeno tanto lontano ormai.

È oggettivamente vero che per il PPD è sempre più imbarazzante e pesante la candidatura di Beltraminelli, che a un mese e mezzo dalle elezioni, vista anche la mediatizzazione del caso Argo1, si vede vivisezionato dagli avversari e abbandonato dagli amici. Al ministro, oltre all’errore, s’imputa un’approssimazione nel gestire la cosa pubblica e un’incapacità di essere fermo e deciso quando necessita.

Beltraminelli ha ancora un mese e mezzo per cambiare la pessima impressione che hanno i ticinesi su di lui, più che un’impresa, un miracolo, e vista l’area di provenienza, qualche preghiera ben indirizzata sembra ormai l’unica possibilità.

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