Bertoli a Zali: teh, nino…

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Bertoli scrive a Zali, traduciamo la missiva del ministro molto forbita e formale in linguaggio da popolo: “Oh Claudietto, quando Pronzini ti insulta in parlamento minacci denunce. Quando il tuo giornale mette me e i colleghi a fare i gabibbi in mutande in copertina, non fai un cip. Che ne diresti di cazziare Lorenzino?”

Ovviamente Bertoli non parla così, anche se ci piacerebbe tanto, ma il concetto è questo. Nostra speranza, e di molti elettori, sarebbe se ogni tanto qualcuno, invece di fare l’elegante, e non parliamo solo di Bertoli, restituisse al mittente qualche palatina di letame che regolarmente insozza il nostro bel cortiletto di casa. Ecco comunque quanto scritto da Bertoli:

“Caro presidente, da quel che mi dicono il Mattino della Domenica ha pubblicato ieri un fotomontaggio con il sottoscritto e due altri colleghi di governo in mutande. Non è la prima volta che cose del genere accadono, ce ne sono state anche di peggio, ma considerata la sua sensibilità verso le esternazioni inopportune in politica, come quelle del deputato Pronzini a cui ha giustamente reagito martedì scorso in Parlamento, le sarei grato se potesse ribadire il medesimo concetto anche ai responsabili del settimanale che rappresenta il suo partito. Anche per evitare che si possa sospettare che certi principi valgono solo ogni tanto”

E come ricorda Bertoli, Zali è mica un cirlofen qualsiasi, ma il presidente del Governo della repubblica del Cantone Ticino, e se si picca per Pronzini, ancora di più dovrebbe prendersela quando il SUO giornale fa passare per un mucchio di deficienti il SUO governo.

Ma cosa vi aspettate da Zali? Dai, basta ridere, seri.

Ecco: niente. Come non vi siete mai aspettati niente da Gobbi o compagnia, quei ministri pronti sempre e solo a fare i frignoni a Berna e a lasciare che il fogliaccio verde del loro partito scarichi la spazzatura sugli altri.

Mi spiace, gente, per vedere un minimo di dignità dai ministri leghisti tocca aspettare che il sole sorga a ovest.

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