Borse di studio, l’ennesima beffa

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La decisione presa dalla commissione scolastica di rinviare ancora una volta il dibattito sulle borse di studio è un pessimo segnale. L’ennesima beffa. Non le mandano certo a dire quelli del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA). C’è delusione e rabbia tra le fila di chi finora si è battuto con le unghie e con i denti per assicurare la possibilità, soprattutto a chi non ha sufficienti mezzi finanziari per studiare, di farlo grazie a una congrua borsa di studio.

Perché l’accesso alla scuola e un’adeguata formazione sono la chiave per potersi emanciparsi sia socialmente che culturalmente. Il diritto allo studio, per tutti nessuno escluso, è la base per una società più giusta. Ma c’è chi la pensa diversamente. Chi, in cima alla lista della propria agenda, ha evidentemente altre priorità, soprattutto in piena campagna elettorale. Ecco spiegato come mai, il dibattito sul rafforzamento degli aiuti allo studio, è stato fatto slittare, ad arte.

A causa di questa sciagurata decisione, si legge in un comunicato del SISA: “il Gran Consiglio non potrà pronunciarsi in tempo utile per permettere agli studenti ticinesi e alle loro famiglie di beneficiare di un maggior sostegno a partire dal prossimo anno scolastico: si tratta di una scelta vergognosa e che non esitiamo a definire anche codarda.” Una richiesta, promossa dal sindacato all’indomani dei tagli fatti nel recente passato, che giace sul tavolo della commissione da quasi un anno.

Una tempistica che risulta quantomeno sospetta, se non addirittura rivelatrice di quello che sarà il voto di coloro che hanno deciso per uno slittamento dell’entrata in materia a dopo le elezioni. “Non si è ancora riusciti a trovare il tempo di fare gli approfondimenti necessari” si giustifica la commissione presieduta dalla liberale Maristella Polli. Intanto, il tetto massimo delle borse di studio è fermo da anni a 16’000 franchi mentre l’Ufficio federale di statistica ha calcolato che il fabbisogno medio per ogni studente è di 25’000.

Dopo aver tagliato ovunque si poteva negli aiuti sociali e nel servizio pubblico istruzione compresa, ora i partiti borghesi hanno serrato le fila e votato in blocco per un rinvio, così da non poter loro rinfacciare di aver votato contro quello che semplicemente sarebbe un sacrosanto adeguamento. “I deputati di PLR, PPD e Lega non hanno nemmeno il coraggio di dire pubblicamente di essere contrari ad un rafforzamento delle borse di studio – conclude il SISA – Che dire? Le manovre elettorali dei partiti borghesi sembrano valere di più del diritto allo studio delle nuove generazioni, costrette ad aspettare in un angolo che i politicanti di turno decidano della loro sorte.”

Dello stesso avviso anche Angelo Mordasini, membro di Comitato GISO (Gioventù Socialista). Da noi contattato si è così espresso: “ritengo inaccettabili e persino insultanti i recenti sviluppi in merito alle borse di studio. Mentre c’è chi cerca di migliorare la condizione dei nostri giovani, i partiti borghesi, sempre pronti a riempirsi la bocca di ciance sulla scuola, fanno di tutto e di più per ostacolare il processo, cercando addirittura di posporlo alla prossima legislatura, di fatto impedendo che vi siano cambiamenti per tutta la durata del prossimo anno scolastico. Vorrei solo che vicini alle urne, non si pensi solo agli slogan e alle interviste, ma anche ai passi concreti per migliorare le condizioni degli studenti, cosa che in certe aree politiche, evidentemente, non è la priorità.”

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