Candidata dei Verdi: adozioni ai gay contro natura

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I partiti, almeno quelli storici, dovrebbero avere dei programmi solidi e chiari, soprattutto in un’era fluida dove tutti negano i partitismi e si seguono più progetti e persone che idee.

Avere dei punti di riferimento per l’elettorato è importante.

Ieri la commissione per gli affari giuridici del Consiglio Nazionale, con una maggioranza decisa, 19 favorevoli, 4 contrari e 1 astenuto, ha deciso di appoggiare l’apertura del matrimonio civile a tutte le coppie.

Giusto gaudio e giubilo dei partiti, prevalentemente a sinistra, che hanno fatto della difesa dei diritti LGBT un tassello importante. Anche perché la difesa delle fasce più discriminate è insito nel loro DNA.

Evidentemente non la pensa così Mara Grisoni, candidata al Gran Consiglio dei Verdi, che in alcuni suoi post, proprio sotto la pagina del suo partito, si è lasciata andare, con toni perentori e anche abbastanza pesanti a una filippica sulla famiglia tradizionale e sui figli che, a suo dire e in rottura col suo stesso partito, dovrebbero avere un papà e una mamma. Ma la Grisoni arriva pure a dichiarare che:

“Un figlio prima di crescerlo bisogna farlo. Finitela di fare i paladini della giustizia a tutti i costi. Sono punti di vista e la vostra intolleranza e le vostre critiche verso chi non ha la pensa come voi sono inquietanti…(…) Difendete il diverso ma non accettate idee diverse. Siete poco tolleranti, punto.”

La Grisoni, ricordiamo, sta discutendo coi compagni del suo stesso partito. Le sue posizioni sono chiare e anche un po’ al limite effettivamente, soprattutto quando dice:

“…Vi ricordo che l’unico modo che MADRE NATURA ci ha dato per concepire è tra uomo e donna. Che poi i bambini possano crescere anche tra le zampe di un cane non vi è dubbio (Qui decisamente la Grisoni supera i limiti NdR), ma la natura impone la presenza di entrambi i generi, se no… andiamo contro natura…”

A noi viene da chiedere: Mara Grisoni, da che parte stai? Dovresti sapere che la parità giuridica di matrimonio tra le coppie, è stata pensata per garantire a ogni cittadino e cittadina svizzere una parità di trattamento. Come si può, nel tuo partito e nel 2019 sostenere ancora queste tesi? Ma soprattutto, quando ti sei candidata per i Verdi, sapevi con chi avevi a che fare? E i Verdi, non dovrebbero forse verificare e valutare meglio chi candidano per le elezioni?

Perché quelle di Grisoni non sono solo differenze di idee, quisquilie su cui si può soprassedere, a questo punto è anche lecito chiedersi se una certa corrente di pensiero sia, come si spera, un caso isolato, o se anche altri candidati la pensano così. È doveroso e importante fare chiarezza, qui non ci troviamo di fronte a piccole divergenze di concetto, ma a idee totalmente opposte a quelle veicolate per tradizione dal partito ecologista, che oltre all’ambiente ha a cuore anche il sociale e le discriminazioni. I Verdi manterranno la candidatura della signora Grisoni nel loro partito? Ai Verdi va bene avere Mara Grisoni come collega in parlamento? Noi speriamo ardentemente di no, ma non sono questioni che ci competono purtroppo.

Chiudiamo con la dichiarazione dello stesso partito dei Verdi in seguito alla notizia sui matrimoni: “Noi Verdi da sempre ci battiamo per il matrimonio civile a pieno titolo per tutti. Stesso amore, stessi diritti. E che oggi sia la festa di San Valentino per tutti i colori dell’amore.”

Evidentemente però, l’amore della signora Grisoni è solo in bianco e nero.

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